lunedì, Luglio 27

Inchiesta UE sui fondi europei: Federica Mogherini e Stefano Sannino fermati a Bruxelles

La mattina del 2 dicembre 2025 ha segnato uno dei momenti più delicati per le istituzioni europee degli ultimi anni. Un’ampia operazione coordinata dalla Procura europea (EPPO) ha portato al fermo di Federica Mogherini, ex Alta Rappresentante UE per la Politica Estera e oggi presidente del Collegio d’Europa, di Stefano Sannino, già segretario generale del Servizio europeo per l’Azione esterna (EEAS), e di un dirigente dell’istituzione accademica di Bruges. L’inchiesta riguarda presunte irregolarità nell’utilizzo di fondi dell’Unione destinati a programmi di formazione diplomatica.

L’operazione, ampiamente seguita dai media belgi, rappresenta uno dei più ampi interventi giudiziari a coinvolgere figure apicali dell’architettura diplomatica europea. EPPO, affiancata dall’Ufficio antifrode europeo (OLAF), intende verificare la correttezza di appalti, finanziamenti e procedure interne avvenute negli anni 2021 e 2022.

Le perquisizioni e i fermi: cosa è accaduto all’alba

Secondo quanto reso noto dalle autorità belghe, le perquisizioni sono scattate poco dopo le 7:30 del mattino e hanno riguardato tre luoghi chiave: la sede centrale dell’EEAS a Bruxelles, il Collegio d’Europa di Bruges e varie abitazioni private riconducibili agli indagati. Gli investigatori hanno sequestrato documentazione fisica e digitale, considerata utile a chiarire le modalità di gestione dei fondi europei.

Le ipotesi di reato su cui si concentra EPPO includono frode negli appalti pubblici, corruzione e possibile conflitto di interessi. Le autorità non hanno rilasciato dettagli sui contenuti dei materiali sequestrati, ma hanno confermato che gli interrogatori sono in corso.

L’Accademia diplomatica europea al centro delle verifiche

Uno dei nuclei principali dell’inchiesta riguarda il finanziamento della European Diplomatic Academy, un programma di formazione annuale rivolto a giovani funzionari e futuri diplomatici europei. Il progetto, finanziato diretto dall’EEAS e ospitato dal Collegio d’Europa, avrebbe beneficiato nel 2022 di fondi europei attraverso una gara d’appalto ora al centro delle indagini.

Secondo EPPO, vi sarebbero “forti sospetti” che alcuni dirigenti del Collegio possano aver avuto accesso anticipato a informazioni riservate sulla gara, potenzialmente compromettendo la regolarità e la concorrenza del processo di assegnazione. Al momento non risultano evidenze concluse, ma l’ipotesi investigativa riguarda la possibilità di un vantaggio competitivo ingiustificato.

Il dossier immobiliare da 3,2 milioni di euro

L’indagine tocca anche l’acquisto di un immobile a Bruges per un valore di 3,2 milioni di euro, destinato a ospitare gli studenti dell’Accademia diplomatica. La tempistica dell’operazione – avvenuta poco prima dell’apertura del bando EEAS da 654.000 euro, poi assegnato proprio al Collegio – è considerata dagli investigatori un elemento da approfondire.

EPPO sta cercando di stabilire se l’acquisto possa rappresentare un tassello di una strategia più ampia, volta a indirizzare risorse europee verso un progetto già predisposto e potenzialmente agevolato da informazioni interne non accessibili ad altri concorrenti.

Una collaborazione investigativa a livello europeo

La rilevanza del caso è testimoniata dal coinvolgimento simultaneo di più organismi sovranazionali: la Procura europea, l’Ufficio antifrode OLAF e la polizia federale belga. Questa convergenza, definita “eccezionale” dagli osservatori, indica la volontà delle istituzioni di fare piena luce su un’indagine che tocca ruoli di primo piano nella governance dell’Unione.

In una nota ufficiale, EPPO ha ribadito che le indagini riguardano attività “del precedente mandato europeo” e che l’obiettivo è garantire trasparenza sulle modalità di gestione dei fondi UE. La Commissione europea ha confermato che alcuni uffici del suo personale sono stati coinvolti nelle perquisizioni, senza però specificare ulteriori dettagli.

Cosa accadrà ora

Le prossime ore saranno decisive per comprendere la posizione degli indagati e la direzione dell’inchiesta. Se le accuse dovessero trovare conferma, l’indagine potrebbe avere ripercussioni significative sul funzionamento delle istituzioni europee preposte alla formazione diplomatica e alla gestione dei fondi comunitari. Per il momento, nessuna misura cautelare definitiva è stata annunciata.

L’attenzione politica e mediatica rimane alta, in un contesto in cui Bruxelles e le capitali europee guardano con preoccupazione a un caso che coinvolge figure di primo piano della diplomazia continentale.