domenica, Giugno 28

Covid, la sentenza della Cassazione: “Epidemia colposa anche per omissione”. Ora Conte e Speranza tremano

Covid, la Cassazione apre alla responsabilità per omissione

Una sentenza destinata a fare storia: le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il reato di epidemia colposa può essere configurato anche a seguito di condotte omissive. Una decisione che potrebbe riaprire il dibattito sulle responsabilità nella gestione della pandemia da Covid-19, con conseguenze giudiziarie potenzialmente pesanti per figure come Giuseppe Conte e Roberto Speranza.

Il caso da cui nasce la sentenza

Il pronunciamento della Suprema Corte arriva da un ricorso presentato contro il delegato alla sicurezza dell’ospedale di Alghero, assolto in primo grado per l’epidemia scoppiata tra marzo e aprile 2020. Secondo l’accusa, non avrebbe distribuito in modo adeguato i dispositivi di protezione individuale né formato il personale ospedaliero contro il virus.

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Il Tribunale di Sassari aveva ritenuto che l’articolo 438 del Codice penale non si potesse applicare per condotte omissive, poiché la norma parla di «diffusione di germi patogeni» come elemento materiale del reato. La Cassazione, invece, ribalta questa visione e sostiene che anche non agire per prevenire la diffusione dell’epidemia può configurare responsabilità penale.

Cosa cambia ora per Conte, Speranza e l’ex governo

Il nuovo orientamento apre uno spiraglio importante per i familiari delle vittime del Covid, che da anni chiedono giustizia per le mancanze nella gestione della pandemia, come la mancata distribuzione di mascherine, la carenza di DPI e l’assenza di formazione per medici e infermieri.

Secondo Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, il comportamento di alcuni esponenti politici all’epoca della prima ondata fu “irresponsabile”. «Mentre Attilio Fontana veniva deriso per l’uso della mascherina, Nicola Zingaretti partecipava ad aperitivi pubblici a Milano e Beppe Sala cenava con la comunità cinese», ha dichiarato, aggiungendo che anche l’iniziativa di Dario Nardella, ex sindaco di Firenze, di “abbracciare un cinese” fu del tutto fuori luogo.

«Pagheranno mai per tutto questo? Forse no», conclude Zedda. «Ma almeno questa sentenza della Cassazione potrà contribuire a far emergere le reali responsabilità politiche e gestionali durante il governo Conte-bis».

Una svolta anche per la Commissione d’inchiesta

La decisione della Cassazione arriva in un momento in cui la Commissione Covid in Parlamento sta valutando la desecretazione di documenti riservati. «Sono emerse cose molto interessanti», ha fatto sapere il presidente Tommaso Lisei, lasciando intendere che presto potrebbero arrivare nuove rivelazioni sulla gestione emergenziale nei primi mesi del 2020.

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