mercoledì, Luglio 22

Pacchetto sicurezza Meloni: coltelli, zone rosse, espulsioni e stretta sulle Ong

Il governo accelera sul nuovo pacchetto sicurezza, una riforma ampia e articolata che punta a rafforzare il controllo del territorio, inasprire le pene per il porto di armi e introdurre strumenti più rapidi di prevenzione ed espulsione. Il testo in lavorazione conta circa sessanta articoli e rappresenta una delle iniziative più incisive dell’esecutivo sul fronte dell’ordine pubblico.

Al centro del provvedimento c’è una linea di tolleranza zero su coltelli, violenza urbana e situazioni considerate a rischio, con un rafforzamento dei poteri di intervento per forze dell’ordine e prefetti. Una strategia che si inserisce nel solco delle cosiddette misure contro la criminalità giovanile e il degrado nelle aree sensibili delle città.

Leggi anche:Ilaria Salis condannata dal Tribunale di Milano: dovrà risarcire oltre 300mila euro a due ex collaboratori

Leggi anche:Milano, Luca Bernardo lascia Forza Italia e passa a Futuro Nazionale di Vannacci

Leggi anche:Lutto nel Veneto e nella politica: morta a 83 anni Mariella Mazzetto, storica figura della Lega

Coltelli nel mirino: nuove pene e divieti

Una delle novità più rilevanti riguarda il porto di coltelli e strumenti da taglio. Il disegno di legge introduce un divieto specifico per armi bianche considerate di facile occultamento e di uso frequente, come coltelli a scatto o a farfalla con lama superiore ai 5 centimetri.

Chi viene trovato in possesso di questi strumenti rischia da uno a tre anni di carcere. Per altri coltelli o oggetti taglienti con lama oltre gli 8 centimetri è prevista una pena da sei mesi a tre anni. Le sanzioni diventano più severe in presenza di aggravanti: volto coperto, azione in gruppo o presenza in luoghi sensibili come scuole, parchi, stazioni e banche.

Il pacchetto introduce inoltre multe fino a 1.000 euro per chi non vigila su un minore trovato con un coltello e stabilisce il divieto assoluto di vendita ai minorenni, anche tramite piattaforme online.

Fermi preventivi e perquisizioni notturne

Il testo amplia i poteri preventivi delle forze dell’ordine durante manifestazioni e eventi pubblici. In caso di sospetto pericolo per l’ordine pubblico, gli agenti potranno trattenere una persona fino a 12 ore, soprattutto se a volto coperto o con casco.

È inoltre prevista la possibilità di perquisizioni in luoghi pubblici tra le 23 e le 4 del mattino, con l’obiettivo di prevenire reati violenti o situazioni di degrado urbano.

Controlli stradali e “zone rosse”

Particolarmente dura la stretta sui controlli stradali. Chi non si ferma all’alt della polizia rischia da sei mesi a cinque anni di carcere, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo.

I prefetti potranno inoltre istituire “zone rosse” nelle aree considerate più critiche, adottando misure preventive temporanee per limitare l’accesso e rafforzare la presenza delle forze dell’ordine.

Aggravanti per violenze contro giornalisti

Il pacchetto sicurezza introduce aggravanti specifiche per chi commette reati contro giornalisti nell’esercizio della professione. L’obiettivo dichiarato è garantire una tutela rafforzata della libertà di informazione, soprattutto durante manifestazioni e contesti ad alta tensione.

Espulsioni più rapide e tutela per le forze dell’ordine

Sul fronte immigrazione, il disegno di legge punta a rendere più rapide le espulsioni e la revoca dei permessi di soggiorno per chi viene sorpreso con armi da taglio o coinvolto in reati gravi. Previste anche procedure accelerate per il ritiro della patente.

Un passaggio delicato riguarda la posizione di cittadini e agenti: in presenza di cause di giustificazione come legittima difesa, adempimento del dovere o uso legittimo delle armi, non scatterà automaticamente l’iscrizione nel registro degli indagati.

La stretta sulle Ong in mare

Il pacchetto sicurezza contiene infine una norma destinata a far discutere: una stretta sulle Ong impegnate nei soccorsi in mare. In caso di minaccia grave all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale, sarà possibile disporre l’interdizione temporanea delle acque territoriali.

La misura potrà durare fino a 30 giorni, prorogabili fino a un massimo di sei mesi, e sarà adottata con delibera del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno. Un segnale politico forte che conferma l’impostazione rigorosa del governo sul tema della sicurezza.