martedì, Novembre 3

Ranucci smentisce la teoria di Schlein: “Nessun mandante politico, origine criminale”

Non è la prima volta che Ranucci viene preso di mira. Nel 2023, davanti alla stessa abitazione, erano stati trovati due proiettili di pistola: un segnale mafioso inequivocabile. Ora gli investigatori stanno confrontando i due episodi: stesso luogo, stesse modalità, stesso messaggio. Chi ha colpito conosce bene la zona e ha agito con freddezza e precisione.

Per gli esperti, la dinamica fa pensare a una minaccia programmata: qualcuno vuole fermare le inchieste di Report e spaventare le fonti del giornalista. Un attacco calcolato più per intimidire che per uccidere.

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“Report” non si ferma

Nonostante la paura, Ranucci ha assicurato che la trasmissione tornerà in onda il 26 ottobre come previsto. «Non ci facciamo intimidire, continueremo a raccontare con il nostro solito sguardo», ha detto. Il conduttore vive sotto scorta da tempo, a causa delle minacce legate alle sue indagini su mafia, corruzione e potere politico.

L’attacco ha suscitato un’ondata di solidarietà dal mondo dell’informazione e della politica. Il ministro dell’Interno ha già disposto un rafforzamento della scorta per lui e la sua famiglia. Ma, al di là delle condanne, la dichiarazione più forte è la sua: nessuna pista politica, solo la mano della criminalità organizzata.