Non si ferma la polemica diplomatica tra Italia e Russia dopo gli insulti rivolti in televisione a Giorgia Meloni. A meno di ventiquattro ore dal primo attacco che aveva già provocato forti reazioni politiche a Roma, il giornalista russo Vladimir Solovyov è tornato in onda rilanciando nuove accuse contro la presidente del Consiglio italiana.
Nel corso del suo programma sulla televisione di Stato russa, il noto conduttore vicino al Cremlino ha ribadito il proprio giudizio sulla premier italiana, spingendosi ancora oltre nei toni. “Meloni è fascista, perché si offende?”, ha dichiarato davanti alle telecamere, tornando a difendere le parole pronunciate nella trasmissione del giorno precedente.
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“Perché si scandalizzano?”

Solovyov ha sostenuto che definire la leader italiana in quel modo non rappresenterebbe un insulto, ma una valutazione politica legata al suo passato. “Non capisco quale sia il problema. Quando noi diciamo che Meloni è fascista ci basiamo su fatti concreti. Da giovane definiva Mussolini il miglior politico italiano. Per cosa si è offesa? Per la verità?”, ha affermato.
Le parole del conduttore hanno immediatamente riacceso la tensione tra Roma e Mosca, già cresciuta nelle ore precedenti dopo la convocazione dell’ambasciatore russo da parte del ministero degli Esteri italiano.
L’attacco ai politici italiani
Nel suo intervento, Solovyov non si è limitato a prendere di mira la presidente del Consiglio, ma ha rivolto accuse anche ad alcuni esponenti politici italiani che avevano espresso solidarietà a Meloni. Nel mirino del giornalista russo sono finiti in particolare Carlo Calenda e Pina Picierno, tra i primi a condannare pubblicamente le parole arrivate dalla televisione di Mosca.
Secondo Solovyov, l’Italia accetterebbe senza problemi critiche contro la Russia ma reagirebbe diversamente quando a essere colpita è la propria classe dirigente.
“Voi potete insultare il nostro presidente chiamandolo criminale di guerra. Ma quando io esprimo il mio giudizio politico su Meloni diventate tutti isterici. Dov’è finita la libertà di parola?”, ha dichiarato.
Il riferimento al fascismo
Uno dei passaggi più discussi del nuovo intervento riguarda il tentativo del conduttore di legittimare il proprio attacco richiamando la storia personale della premier e il suo rapporto con il passato politico della destra italiana.
Solovyov ha ricordato di aver studiato il fascismo italiano e di aver persino realizzato un film dedicato agli ultimi giorni di Benito Mussolini, sostenendo di conoscere bene l’evoluzione storica di quel periodo.
“Quando parla di me ricordi che parla di un ebreo antifascista”, ha aggiunto, cercando di rafforzare il significato politico delle sue accuse.
Il nodo dei rapporti con Mosca
Dietro il duro attacco personale, secondo molti osservatori, ci sarebbe soprattutto il deterioramento dei rapporti tra il governo italiano e la Russia.
Negli ultimi mesi Roma ha infatti confermato il proprio sostegno all’Ucraina e ha mantenuto una linea molto netta nei confronti del Cremlino, scelta che a Mosca continua a essere vista come un tradimento politico.
Solovyov ha infatti accusato nuovamente la presidente del Consiglio di aver “tradito i suoi elettori” proprio sul fronte dei rapporti con la Russia.
Le reazioni in Italia
Le nuove dichiarazioni rischiano ora di alimentare ulteriormente lo scontro diplomatico già in corso. Dopo il primo episodio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva convocato l’ambasciatore russo per una protesta formale.
Da maggioranza e opposizione erano arrivate parole di solidarietà bipartisan nei confronti della presidente del Consiglio, con numerosi esponenti politici che avevano definito gli attacchi volgari e inaccettabili.
Con il nuovo intervento televisivo di Solovyov, il caso appare tutt’altro che chiuso e potrebbe trasformarsi in un nuovo fronte di tensione tra Italia e Russia nelle prossime ore.
Uno scontro destinato a proseguire
La vicenda dimostra come il confronto tra Mosca e alcuni governi europei stia assumendo toni sempre più personali, uscendo dal terreno della diplomazia tradizionale per entrare direttamente nello scontro mediatico.
E proprio le parole pronunciate in diretta televisiva da uno dei principali volti della propaganda russa rischiano ora di lasciare un segno politico ben oltre la polemica di giornata.