Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, sale dal 3,4% al 3,6%. Due decimali che, in termini assoluti, possono sembrare marginali. In un sistema frammentato come quello italiano, però, rappresentano un segnale politico significativo.
La crescita appare costante nelle ultime settimane e indica una capacità di intercettare consenso nell’area del centrodestra, in particolare tra elettori critici verso i partiti tradizionali.
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Subito dietro, Azione di Carlo Calenda scende al 3,3%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi resta stabile al 2,2%. Più Europa sale all’1,5% e Noi Moderati di Maurizio Lupi arretra all’1%.
Il dato sull’astensione
Rilevante anche il dato sugli indecisi e sull’astensione potenziale: il 28% degli intervistati dichiara di non esprimere una preferenza, in aumento dell’1%. Un bacino ampio che potrebbe incidere sull’esito del referendum e sugli equilibri futuri.
In un quadro apparentemente immobile ai vertici, la crescita di Vannacci rappresenta il movimento più inatteso e potenzialmente più interessante sul piano strategico.