Un equilibrio che rafforza la tenuta complessiva del centrodestra, ma che rende ancora più centrale il ruolo di Fratelli d’Italia come perno politico e numerico della coalizione.
I partiti minori e la soglia di sbarramento
Tra le forze più piccole, Azione resta sopra la soglia di sbarramento con il 3,1%, risultando l’unico partito centrista in grado, al momento, di superare il 3%.
Italia Viva si ferma al 2,5%, seguita da +Europa all’1,7%. Più indietro Democrazia Sovrana e Popolare all’1,3%, mentre Noi Moderati e Pace Terra Dignità si attestano entrambe all’1,1%.
Cala la fiducia personale in Giorgia Meloni
Il dato politicamente più sensibile riguarda però la fiducia personale nella presidente del Consiglio. In una sola settimana, il gradimento verso Giorgia Meloni scende di 1,5 punti, passando dal 39,5% al 38%.
Resta alta, e anzi strutturale, la quota di cittadini che dichiara poca o nessuna fiducia nell’operato della premier. Il 10,2% afferma di avere poca fiducia, mentre il 51,4% dichiara di non averne affatto. Complessivamente, oltre il 60% degli intervistati esprime un giudizio negativo.
Un segnale da non ignorare
Nel complesso, il sondaggio non mette in discussione la solidità del governo né la leadership di Giorgia Meloni. Tuttavia, il calo della fiducia personale e il rallentamento del consenso di Fratelli d’Italia rappresentano segnali politici che, se confermati nel tempo, potrebbero anticipare una fase più complessa per l’esecutivo.
Per ora si tratta di un campanello d’allarme, non di una svolta. Ma i numeri indicano che il consenso non è più automatico e che ogni scelta politica, nei prossimi mesi, potrebbe avere un peso crescente nella percezione dell’elettorato.
















