mercoledì, Settembre 9

Sondaggi politici, crollo generale: chi guadagna e chi perde terreno

Una fotografia impietosa per quasi tutti. Il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7 e diffuso lunedì 13 aprile racconta di una settimana in cui i grandi partiti italiani perdono consensi in modo generalizzato. Nessun big esce indenne dal rilevamento sulle intenzioni di voto: Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle cedono tutti terreno, in un quadro che lascia aperte molte domande in vista della prossima stagione elettorale.

Meloni resta in testa ma cede lo 0,2%

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Fratelli d’Italia si conferma saldamente primo partito italiano, ma non è immune dal trend negativo. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni perde lo 0,2% e scende al 29,3%. Un calo contenuto, che non intacca il vantaggio rilevante sulla concorrenza, ma che si inserisce in un momento politico non privo di tensioni, tra le polemiche sulla politica estera e le reazioni italiane alle elezioni ungheresi.

Pd e M5S in arretramento

Non va meglio nel campo progressista. Il Partito Democratico di Elly Schlein cede lo 0,1% e si attesta al 21,9%, confermandosi secondo partito italiano ma con un margine che si assottiglia rispetto alle settimane precedenti. Ancora più marcato il calo del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, ora al 12,2%, in una settimana in cui il leader pentastellato è stato al centro delle polemiche per le anticipazioni del suo libro e lo scontro pubblico con Di Maio.

Forza Italia e Lega in difficoltà

Anche i partiti minori della coalizione di governo accusano il colpo. Forza Italia perde lo 0,2% e scende al 7,7%, mentre la Lega di Matteo Salvini subisce il calo più netto tra i big: meno 0,3%, che la porta al 6,3%. A superarla, per la prima volta, Verdi e Sinistra, stabili al 6,6% e ora ufficialmente davanti al Carroccio.

Il quadro dei partiti più piccoli

Più staccati ma non irrilevanti, Azione di Carlo Calenda e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci risultano appaiati al 3,5%. Italia Viva di Matteo Renzi si ferma al 2,5%, seguito da +Europa all’1,6% e Noi Moderati all’1,2%.

Cosa raccontano questi numeri

Un calo generalizzato come quello fotografato dal sondaggio Swg raramente è casuale. Quando tutti i principali partiti perdono consensi contemporaneamente, il segnale che arriva è uno solo: cresce la quota di elettori incerti, delusi o semplicemente in attesa di capire come evolverà lo scenario politico. In Italia questo fenomeno non è nuovo, ma la sua intensità in questa fase — con le elezioni politiche all’orizzonte e le coalizioni ancora in costruzione — merita attenzione.

Il centrodestra mantiene un vantaggio strutturale, con FdI quasi a trenta punti percentuali. Ma la somma di Lega e Forza Italia continua a scendere, riducendo il margine complessivo della maggioranza. Nel centrosinistra, il campo largo fatica a tradursi in consenso concreto: Pd e M5S insieme non raggiungono il 35%, e le tensioni interne — come quella esplosa questa settimana tra Conte e Di Maio — non aiutano certo a trasmettere un’immagine di solidità.

La campagna elettorale, anche se ufficialmente lontana, è già cominciata. E i sondaggi di questa settimana dicono che nessun leader può permettersi di stare fermo.