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Scontro segreto al Pentagono tra il cardinale del Papa e gli uomini di Trump: i retroscena che nessuno voleva rivelare

Lo scontro frontale tra Donald Trump e Papa Leone XIV esploso lunedì 13 aprile non è arrivato dal nulla. Dietro le dichiarazioni pubbliche del presidente americano — che ha definito il Pontefice “debole e pessimo” arrivando ad affermare che senza di lui Leone non sarebbe mai stato eletto — c’è una storia che covava da mesi, fatta di messaggi diplomatici ignorati, malumori crescenti e almeno un incontro riservato che, stando alle ricostruzioni circolate sui media americani, sarebbe andato ben oltre i toni di una normale conversazione istituzionale.

Tutto cominciò a gennaio: le parole del Papa che irritarono Washington

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Il 9 gennaio, nel corso di un incontro con il corpo diplomatico in Vaticano, Papa Leone XIV aveva pronunciato parole che a Washington non erano passate inosservate. “La guerra è tornata di moda”, aveva detto il Pontefice, aggiungendo che questo “minaccia gravemente lo stato di diritto che è il fondamento di ogni pacifica convivenza civile”. Nessun riferimento esplicito agli Stati Uniti, nessun nome pronunciato. Ma il contesto era chiaro a tutti: nei giorni precedenti Trump aveva alzato la pressione sull’Iran, minacciato la Danimarca e agitato lo spettro dell’intervento in Venezuela. In molti, a Washington come a Roma, avevano capito a chi erano dirette quelle parole.

L’incontro al Pentagono: una visita fuori dall’ordinario

Il 22 gennaio si sarebbe svolto qualcosa di inusuale: un incontro al Pentagono tra il cardinale Christophe Pierre, all’epoca ambasciatore della Santa Sede negli Stati Uniti, e Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa dell’amministrazione Trump. L’episodio è stato riportato per primo da Mattia Ferraresi su Free Press e poi ripreso e commentato da numerosi media americani, Washington Post in testa.

La scelta della sede non è un dettaglio secondario. Un esponente ecclesiastico che visita il dipartimento della Difesa — ribattezzato da Trump “della Guerra” — invece del dipartimento di Stato o della Casa Bianca è una anomalia diplomatica che parla da sola. Qualcosa di straordinario stava accadendo, e non era una visita di cortesia.

Le versioni discordanti: da “dialogo franco” a minacce esplicite

Sul tono e sui contenuti dell’incontro le ricostruzioni divergono in modo significativo, e la divergenza stessa dice molto. Un alto funzionario anonimo del Vaticano consultato dal Washington Post ha descritto il meeting come “inusuale” e “tutt’altro che una passeggiata”, parlando di un “dialogo franco e diretto su questioni in cui la distanza tra il Vaticano e gli Stati Uniti è evidente e chiara”. I temi discussi avrebbero incluso il Venezuela e le operazioni dell’Ice contro l’immigrazione illegale.

Ma la ricostruzione pubblicata da Free Press è decisamente più accesa. Secondo questa versione, Colby avrebbe avvertito il cardinale Pierre che l’esercito statunitense ha “il potere di fare ciò che vuole” e che “la Chiesa farebbe meglio a schierarsi dalla sua parte”. Un funzionario americano avrebbe persino evocato il cosiddetto “Papato di Avignone”, il periodo del XIV secolo in cui il re di Francia dominava l’istituzione pontificia riducendola a strumento del potere politico. Un riferimento storico tutt’altro che casuale, e tutt’altro che rassicurante.

Le smentite e il tentativo di abbassare i toni

Il Pentagono ha respinto con forza la ricostruzione di Free Press, definendola “gravemente falsa e distorta” e descrivendo l’incontro come “sostanziale, rispettoso e professionale”. La Nunziatura Apostolica si è allineata su posizioni simili, dichiarandosi “grata” per le opportunità di dialogo con i funzionari americani. Il direttore della Sala Stampa vaticana aveva poi chiarito che la versione circolata su alcuni organi di stampa “non corrisponde affatto alla verità”.

Parole che sembravano voler spegnere un incendio sul nascere. Un tentativo, come si è visto lunedì, risultato del tutto vano.

Il ciclone Trump spazza via ogni diplomazia

Quello che i comunicati ufficiali non erano riusciti a contenere è esploso pubblicamente con le dichiarazioni di Trump, che ha attaccato Leone XIV su Truth e davanti ai giornalisti senza alcun filtro diplomatico. Il contesto ricostruito nelle settimane precedenti — le frizioni silenziose, l’incontro anomalo al Pentagono, i messaggi del Papa letti come critiche implicite alla Casa Bianca — trasforma l’attacco di Trump da sfogo improvviso a punto di rottura di una tensione accumulata per mesi.

Quello tra Washington e il Vaticano non è mai stato un rapporto semplice. Ma raramente, nella storia recente, si era arrivati a questo livello di scontro aperto. E la sensazione, guardando come si sono sviluppati gli eventi, è che il peggio potrebbe non essere ancora arrivato.