venerdì, Aprile 17

Scontro segreto al Pentagono tra il cardinale del Papa e gli uomini di Trump: i retroscena che nessuno voleva rivelare

Lo scontro frontale tra Donald Trump e Papa Leone XIV esploso lunedì 13 aprile non è arrivato dal nulla. Dietro le dichiarazioni pubbliche del presidente americano — che ha definito il Pontefice “debole e pessimo” arrivando ad affermare che senza di lui Leone non sarebbe mai stato eletto — c’è una storia che covava da mesi, fatta di messaggi diplomatici ignorati, malumori crescenti e almeno un incontro riservato che, stando alle ricostruzioni circolate sui media americani, sarebbe andato ben oltre i toni di una normale conversazione istituzionale.

Tutto cominciò a gennaio: le parole del Papa che irritarono Washington

Il 9 gennaio, nel corso di un incontro con il corpo diplomatico in Vaticano, Papa Leone XIV aveva pronunciato parole che a Washington non erano passate inosservate. “La guerra è tornata di moda”, aveva detto il Pontefice, aggiungendo che questo “minaccia gravemente lo stato di diritto che è il fondamento di ogni pacifica convivenza civile”. Nessun riferimento esplicito agli Stati Uniti, nessun nome pronunciato. Ma il contesto era chiaro a tutti: nei giorni precedenti Trump aveva alzato la pressione sull’Iran, minacciato la Danimarca e agitato lo spettro dell’intervento in Venezuela. In molti, a Washington come a Roma, avevano capito a chi erano dirette quelle parole.

L’incontro al Pentagono: una visita fuori dall’ordinario

Il 22 gennaio si sarebbe svolto qualcosa di inusuale: un incontro al Pentagono tra il cardinale Christophe Pierre, all’epoca ambasciatore della Santa Sede negli Stati Uniti, e Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa dell’amministrazione Trump. L’episodio è stato riportato per primo da Mattia Ferraresi su Free Press e poi ripreso e commentato da numerosi media americani, Washington Post in testa.

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La scelta della sede non è un dettaglio secondario. Un esponente ecclesiastico che visita il dipartimento della Difesa — ribattezzato da Trump “della Guerra” — invece del dipartimento di Stato o della Casa Bianca è una anomalia diplomatica che parla da sola. Qualcosa di straordinario stava accadendo, e non era una visita di cortesia.

Le versioni discordanti: da “dialogo franco” a minacce esplicite

Sul tono e sui contenuti dell’incontro le ricostruzioni divergono in modo significativo, e la divergenza stessa dice molto. Un alto funzionario anonimo del Vaticano consultato dal Washington Post ha descritto il meeting come “inusuale” e “tutt’altro che una passeggiata”, parlando di un “dialogo franco e diretto su questioni in cui la distanza tra il Vaticano e gli Stati Uniti è evidente e chiara”. I temi discussi avrebbero incluso il Venezuela e le operazioni dell’Ice contro l’immigrazione illegale.

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