La segretaria Elly Schlein sembra aver rafforzato la linea politica del partito, riuscendo a mantenere compatto l’elettorato nonostante le sfide interne e la concorrenza delle altre forze progressiste. Tuttavia, il divario con il partito di Giorgia Meloni resta ampio, e ciò rappresenta uno dei nodi cruciali per il centrosinistra in vista delle elezioni amministrative.
Movimento 5 Stelle in ripresa: Conte conquista consensi
Il Movimento 5 Stelle, dopo una fase di stallo, mostra segnali di recupero. La leadership di Giuseppe Conte e la scelta di posizionarsi con maggiore autonomia, soprattutto in materia di politica estera e questioni internazionali, sembrano aver avuto un impatto positivo sulle intenzioni di voto.
Secondo i dati diffusi da Noto Sondaggi, il M5S raggiunge l’11,5%, guadagnando mezzo punto percentuale in un solo mese. Una crescita che, seppur lenta, conferma la capacità del movimento di recuperare terreno. Ancora più incoraggianti sono le rilevazioni pubblicate dal Corriere della Sera, che attribuiscono al M5S un consenso pari al 14,3%.
Pur restando lontano dai picchi del passato, il movimento guidato da Conte dimostra di poter giocare un ruolo rilevante nelle future dinamiche politiche, specialmente nelle regioni dove il voto grillino si è tradizionalmente rivelato decisivo.
Centrodestra: Lega e Forza Italia stabili, ma senza slancio.
All’interno della coalizione di centrodestra, le forze minori mostrano un andamento sostanzialmente stabile. La Lega di Matteo Salvini oscilla tra l’8,5% e il 9,1%, senza variazioni significative. Il partito mantiene una base elettorale fedele, ma fatica a recuperare i consensi persi negli ultimi anni.
Forza Italia, sotto la guida di Antonio Tajani, registra valori simili, oscillando tra l’8,1% e il 9,2%. Anche in questo caso, il dato mostra una certa continuità, ma non evidenzia slanci particolari che possano ridisegnare gli equilibri interni al centrodestra.
Il ruolo di Lega e Forza Italia resta comunque strategico per il mantenimento della coalizione, soprattutto in vista delle amministrative dove il sostegno unitario sarà fondamentale per ottenere risultati concreti.
Le forze progressiste minori: Verdi-Sinistra in lieve calo
Nel campo progressista, l’Alleanza Verdi-Sinistra registra valori compresi tra il 5,5% e il 5,8%. Tuttavia, alcune rilevazioni – come quelle di Noto – segnalano un lieve calo rispetto ai mesi scorsi.
Il fronte ecologista e di sinistra radicale, pur mantenendo un peso politico rilevante soprattutto in alcune realtà locali, sembra incontrare difficoltà ad ampliare la propria base elettorale a livello nazionale. La competizione interna con il Partito Democratico e la necessità di trovare una linea comune penalizzano la capacità di crescita di questa area politica.
Il centro politico tra difficoltà e frammentazione
Il quadro più complesso riguarda il centro politico, caratterizzato da divisioni e consensi ridotti. Azione di Carlo Calenda oscilla tra il 2,5% e il 3,5%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi si colloca tra il 2,2% e il 2,9%.
A queste percentuali si aggiunge +Europa, che registra un consenso compreso tra l’1,5% e il 2,4%. Nel complesso, l’area centrista appare frammentata e incapace di creare una proposta unitaria in grado di attrarre una quota significativa di elettorato. Le difficoltà di collaborazione tra i leader e la scarsa visibilità mediatica contribuiscono a rendere questa parte dello spettro politico marginale nelle dinamiche attuali.
Verso le elezioni regionali: possibili scenari e conseguenze
La fotografia offerta dai sondaggi evidenzia dunque un’Italia politica divisa, ma con alcuni punti fermi: la stabilità di Fratelli d’Italia, il consolidamento del Partito Democratico come opposizione, e la lenta ripresa del Movimento 5 Stelle.
Le elezioni amministrative di settembre rappresenteranno il vero banco di prova. I risultati locali potranno infatti confermare gli equilibri attuali oppure innescare nuove dinamiche, soprattutto nelle regioni dove le sfide saranno più aperte..
Campania, Puglia e Toscana sono territori in cui il centrosinistra gioca partite decisive, mentre il Veneto resta roccaforte del centrodestra. In Valle d’Aosta e Marche, invece, il voto potrebbe offrire sorprese in grado di influenzare le strategie dei partiti a livello nazionale.