Continua a far discutere l’andamento dei partiti nell’ultima rilevazione. Secondo il sondaggio Monitor Italia dell’agenzia Dire-Tecné, prosegue la crescita di Roberto Vannacci, mentre la Lega scivola sempre più in basso. Nel complesso il centrodestra si mantiene in vantaggio sul campo largo, ma all’interno della coalizione gli equilibri sono in movimento.
Il testa a testa tra le coalizioni

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La coalizione di centrodestra, pur in leggero calo dello 0,3%, totalizza il 45,5%. Il campo largo resta invece stabile rispetto alla settimana precedente, attestandosi al 44,1%. Lo stacco tra la maggioranza che sostiene il governo Meloni e l’opposizione è dunque di appena 1,4 punti percentuali, un margine che lascia la partita ancora aperta.
Fratelli d’Italia resta in vetta
A trainare la coalizione è ancora una volta Fratelli d’Italia, stabile al primo posto con il 29,3%. Va però segnalato che la rilevazione confronta l’ultima settimana con la precedente e non tiene conto delle oscillazioni più recenti, in particolare dopo lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Le repliche durissime della premier agli attacchi del tycoon potrebbero produrre effetti nelle prossime settimane, e secondo gli analisti la postura rigida assunta da Meloni potrebbe persino favorire il partito.
La crisi della Lega
Il dato che salta subito all’occhio è il continuo arretramento del Carroccio. La Lega scende al 6,5%, perdendo un altro 0,2%, e si ritrova in un testa a testa con Alleanza Verdi-Sinistra per il quinto posto. Un risultato che fotografa un momento complesso per il partito di Matteo Salvini.
A drenare consensi dalla Lega è con ogni probabilità proprio Roberto Vannacci. Il suo Futuro Nazionale guadagna lo 0,6% e sale al 4,6%, confermando un trend positivo che ne fa uno dei protagonisti di questa fase. Completano il quadro del centrodestra Forza Italia, stabile all’8,7%, e Noi Moderati all’1%. Anche Ghisleri ha spiegato in modo approfondito le ragioni del boom di Vannacci.
Gli equilibri nel campo largo
Sul fronte progressista, il Partito democratico non guadagna né perde, fermandosi al 21,5%. Segue il Movimento 5 Stelle, che scende al 12,4% con un calo dello 0,3%. Alleanza Verdi-Sinistra si gioca il quinto posto con la Lega, salendo leggermente al 6,4%.
Tra i partiti di centro che potrebbero confluire nella coalizione progressista, Italia Viva raccoglie il 2,3% e Più Europa l’1,5%, entrambi in lieve crescita. Fuori dagli schieramenti resta invece Azione: il partito di Carlo Calenda torna a toccare la soglia di sbarramento, attestandosi al 3%.
Il quadro che emerge racconta di un centrodestra solido ma non al riparo da scossoni interni, con l’ascesa di Vannacci che ridisegna i rapporti di forza all’interno della coalizione. La vera incognita resta l’impatto che la vicenda Trump-Meloni avrà sui prossimi sondaggi: solo le rilevazioni delle prossime settimane diranno se la fermezza mostrata dalla premier si tradurrà in un vantaggio concreto alle urne.