Nei provvedimenti citati dai media viene riportato che alcune consulenze psicologiche avrebbero interpretato parte dei comportamenti delle ragazze come conseguenza di dinamiche familiari particolarmente problematiche. Per questo motivo, alla fine di maggio, la responsabilità genitoriale era stata restituita al padre Stefano Di Giacinto dopo precedenti limitazioni.
Le lettere mostrano però anche un forte disagio delle ragazze rispetto alla situazione vissuta. In uno dei documenti emergono accuse rivolte direttamente al padre, ritenuto responsabile del loro allontanamento dalla madre.
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Le ipotesi sulla scomparsa
La Procura di Sulmona continua a coordinare le indagini. Al momento l’ipotesi principale resta quella dell’allontanamento volontario, ma gli investigatori non escludono altre possibilità, compresa quella di un eventuale coinvolgimento di terze persone.
Le ricerche sono state estese a numerose aree dell’Abruzzo e del Lazio. Vigili del Fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine, unità cinofile e sommozzatori stanno battendo territori boschivi, sentieri e specchi d’acqua alla ricerca di qualsiasi elemento utile.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al lago di Barrea e alle zone circostanti, dove negli ultimi giorni si sono concentrate alcune operazioni di verifica.
L’appello della madre
Nelle ultime ore la madre delle ragazze ha rivolto un nuovo appello pubblico alle figlie. Con voce commossa ha chiesto loro di farsi sentire e di comunicare almeno che stanno bene.
“Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi”, ha dichiarato. “Mamma non è arrabbiata. Tutto si può sistemare, ma dobbiamo farlo insieme”.
Intanto il tempo continua a trascorrere e l’attenzione resta altissima. L’intera comunità segue con apprensione gli sviluppi della vicenda nella speranza che Alisya e Sarah possano essere ritrovate sane e salve il prima possibile.