Arriva una prima svolta nelle indagini sugli spari avvenuti durante il corteo del 25 aprile a Roma, episodio che aveva provocato forte tensione al termine della manifestazione per la Liberazione organizzata dall’Anpi nella zona del parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo.
La polizia ha infatti fermato un giovane di 21 anni, ritenuto il presunto responsabile dei colpi esplosi con una pistola soft air contro due partecipanti al corteo. Si tratta di un ragazzo che, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, avrebbe anche fornito una prima versione dei fatti agli investigatori.
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I colpi contro due manifestanti

L’episodio si era verificato nel pomeriggio di sabato, quando una coppia di iscritti all’Anpi, un uomo di 66 anni e una donna di 62, si era allontanata dal corteo per cercare un bar nella zona di via delle Sette Chiese.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno scooter di grossa cilindrata si sarebbe improvvisamente avvicinato ai due. Il conducente, con casco integrale e giacca verde militare, avrebbe estratto una pistola a pallini e sparato, colpendo l’uomo al collo e la donna alla spalla, per poi fuggire rapidamente.
Le ferite riportate dai due manifestanti sono risultate lievi, ma l’episodio ha immediatamente acceso il dibattito politico per il contesto in cui è avvenuto.
Determinanti i video della zona
La svolta sarebbe arrivata grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e ai filmati acquisiti dagli investigatori nella zona dell’aggressione. Gli agenti della Digos hanno ricostruito il percorso dello scooter e sono riusciti a risalire alla targa del mezzo.
Da lì sarebbe stato identificato il presunto autore, rintracciato nelle ore successive e portato in questura per essere interrogato. Il giovane è ora in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
La frase agli investigatori
Durante i primi accertamenti, il ragazzo avrebbe dichiarato di sentirsi vicino alla Brigata Ebraica, un riferimento che gli inquirenti stanno cercando di contestualizzare per comprendere se il gesto possa avere avuto una matrice ideologica o se si sia trattato di un’azione isolata.
Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle motivazioni, mentre proseguono gli approfondimenti per chiarire se il giovane abbia agito da solo oppure se vi siano altri elementi da verificare.
Un caso che scuote il 25 aprile
L’episodio ha inevitabilmente riacceso le tensioni legate alle manifestazioni del 25 aprile, giornata che ogni anno in Italia porta con sé un forte valore simbolico e politico. Il fatto che i colpi siano stati esplosi contro due persone che indossavano il fazzoletto dell’Anpi rende la vicenda ancora più delicata.
Nelle prossime ore sarà l’autorità giudiziaria a valutare la posizione del 21enne e a stabilire eventuali contestazioni penali, mentre Roma resta scossa da un episodio che ha trasformato una giornata di commemorazione in un caso nazionale.