Il confronto non è avvenuto in un talk show o in un dibattito programmato, ma nel passaggio di linea tra due trasmissioni della stessa rete. Un momento che, tradizionalmente, rappresenta una forma di continuità e collaborazione editoriale, ma che questa volta ha segnato una frattura evidente all’interno del servizio pubblico.
Il mancato lancio e la scintilla in diretta
Tutto ha avuto origine al termine della puntata di Report, quando Sigfrido Ranucci ha salutato il pubblico congedandosi senza citare esplicitamente il programma successivo, Allegro ma non troppo, condotto da Luca Barbareschi. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che Barbareschi ha interpretato come uno sgarbo professionale e istituzionale.
Quando ha preso la parola in diretta, il conduttore non ha nascosto il proprio fastidio, aprendo la puntata con uno sfogo frontale. Ha rivendicato il rispetto dovuto al suo programma e ha sottolineato come, all’interno di una rete pubblica, il passaggio di testimone tra trasmissioni non sia una formalità, ma una prassi consolidata.
Dallo scontro televisivo alle accuse personali
La polemica, però, non si è fermata al piano televisivo. Nel giro di pochi minuti, Barbareschi ha allargato il campo dello scontro, chiamando in causa Gian Gaetano Bellavia, commercialista e consulente storico di Report per le inchieste economico-finanziarie.

















