Le vittime appartenevano all’associazione sportiva Ciclo Avis di Andria. Si chiamavano Antonio Porro, Sandro Abruzzese e Vincenzo Mantovani. Tutti e tre erano molto conosciuti e stimati, non solo per la loro passione per il ciclismo, ma anche per il loro impegno nel sociale e nelle attività legate alla donazione del sangue.
L’impatto improvviso sulla provinciale
Secondo quanto ricostruito nelle prime ore dopo il dramma, il gruppo era composto da cinque ciclisti che stava percorrendo la strada quando, all’improvviso, è sopraggiunta l’auto che li ha colpiti in pieno. L’impatto è stato violentissimo e per tre di loro non c’è stato nulla da fare.
Gli altri due ciclisti coinvolti nel sinistro sono riusciti a salvarsi. Le condizioni dei sopravvissuti sono state subito monitorate dai soccorritori intervenuti sul posto e, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, si può parlare di un vero miracolo vista la gravità dell’incidente.
Il conducente si ferma e viene soccorso
Dopo l’impatto, il conducente della vettura si è fermato per prestare i primi soccorsi. L’uomo, profondamente scosso, è stato a sua volta assistito dal personale sanitario del 118 e trasportato in ospedale in stato di choc. Come previsto in questi casi, è stato sottoposto anche agli esami tossicologici per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Spetterà ora agli investigatori ricostruire nel dettaglio la dinamica del sinistro, verificare velocità, eventuali responsabilità e capire cosa sia accaduto in quei drammatici istanti che hanno spezzato tre vite e segnato per sempre una giornata di sport trasformata in lutto.
Chi erano le vittime della tragedia
I tre ciclisti deceduti facevano parte di una realtà molto conosciuta ad Andria. L’associazione Ciclo Avis non era solo un gruppo sportivo, ma anche un punto di riferimento per iniziative di solidarietà e sensibilizzazione. Per questo la notizia ha colpito in modo ancora più profondo la città, che ha visto scomparire tre persone descritte da molti come una parte sana, attiva e generosa della comunità.
La loro presenza nelle iniziative pubbliche, la passione per le due ruote e l’impegno civico li avevano resi volti familiari. La loro morte improvvisa ha lasciato sgomenti amici, conoscenti, volontari e cittadini.



















