giovedì, Marzo 26

Successori Santanchè, Delmastro e Bartolozzi: il triplo rebus di Meloni

Meloni però potrebbe anche uscire dal perimetro del partito. In questo caso entrano in gioco profili tecnici o trasversali.

Tra i nomi più citati c’è Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, che porterebbe un’immagine istituzionale e manageriale. Spunta anche Elena Nembrini, attuale direttrice generale dell’Enit, e Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways.

E poi c’è il nome più “politico”: Luca Zaia. Forte consenso, profilo solido, ma anche un problema evidente: è della Lega. E dare un’altra casella al partito di Matteo Salvini rischierebbe di alterare gli equilibri interni alla maggioranza.

Il rebus Giustizia

Non meno complessa la situazione al ministero della Giustizia, dopo l’uscita di scena di Delmastro e Bartolozzi.

Per il ruolo di capo di gabinetto circola il nome di Antonio Mura, attualmente all’Ufficio legislativo. Nel frattempo, le funzioni sono state affidate a Vittorio Corasaniti, affiancato da Anna Chiara Fasano, figure già interne alla macchina ministeriale.

Una gestione di continuità, almeno nella fase iniziale, per evitare ulteriori scossoni.

Chi può prendere il posto di Delmastro

Resta aperta anche la casella politica lasciata da Delmastro. Tra i nomi più accreditati spunta quello della deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany.

Una scelta che, se confermata, manterrebbe l’equilibrio interno al partito senza aprire nuove tensioni.

Una scelta che pesa più del previsto

Il punto è proprio questo: non si tratta solo di riempire tre caselle. Ogni decisione ha un impatto sugli equilibri della maggioranza, sui rapporti tra i partiti e sulla percezione di stabilità del governo.

Per questo, il triplo rebus di Meloni è molto più di un semplice giro di nomine. È un passaggio chiave per capire come evolverà la seconda fase dell’esecutivo.

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