Ma cosa c’entra Milano con la scomparsa di una bambina siciliana? Più di quanto si pensi.
Il video di Milano del 2004: la bambina che parlava con l’accento di Mazara
Meno di due mesi dopo la scomparsa di Denise, a fine ottobre 2004, una guardia giurata di nome Felice Grieco notò qualcosa di strano nei pressi di un istituto bancario a Milano. In mezzo a un gruppo di persone che gli parvero di etnia rom o sinti, c’era una bambina di circa quattro anni, vestita in modo eccessivo per la stagione. La bambina non solo parlava italiano, ma aveva un’intonazione riconducibile alla zona di Mazara del Vallo. Grieco riuscì a riprenderla con un telefonino a conchiglia — la tecnologia dell’epoca — catturando una frase che sarebbe diventata celebre: “Dove mi porti?”, rivolta dalla bambina a un’adulta accanto a lei.
Quella testimonianza di Grieco è rimasta nel tempo una delle più discusse e significative dell’intera vicenda. E acquista ancora più peso se messa in relazione con un altro episodio risalente agli stessi anni: una donna di etnia rom residente a Bergamo — sempre in Lombardia — contattò le forze dell’ordine per segnalare la presenza di una bambina italiana in casa di una sua conoscente, che non era sua parente. La pista fu parzialmente esplorata, con alcuni sopralluoghi tra cui uno durante una festa, ma non venne mai approfondita in modo adeguato.
Chi è Antonella Delfino Pesce: la criminologa che riaprì il caso Nada Cella
Il nome di Antonella Delfino Pesce è noto alle cronache italiane soprattutto per il contributo determinante dato alla riapertura del caso Nada Cella, la ragazza uccisa a Chiavari nel 1996 il cui caso era rimasto irrisolto per decenni. La criminologa aveva individuato elementi trascurati dalle indagini originarie, contribuendo a portare alla luce una pista che aveva rimesso in moto la macchina giudiziaria dopo anni di silenzio. Ora si è dedicata con lo stesso metodo al caso Pipitone: analisi sistematica dei fascicoli, ricerca di testimoni mai sentiti, confronto tra orari e dichiarazioni processuali.
Il nuovo testimone individuato a Milano non è ancora stato reso pubblico nei dettagli — e probabilmente non lo sarà finché non si aprirà un confronto formale con la Procura di Marsala. Ma la sola esistenza di una voce mai ascoltata, a distanza di oltre vent’anni, è sufficiente a tenere l’Italia con il fiato sospeso. La verità su Denise Pipitone potrebbe davvero essere ancora nelle carte.

















