Un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale, nelle prime ore di sabato 15 agosto. I soccorritori riferiscono di almeno venti vittime, sei feriti e due persone ancora sotto le macerie. Il bilancio è provvisorio e le autorità nazionali non lo hanno ancora consolidato.
La scossa è stata registrata alle 5:58 ora locale, cioè poco prima della mezzanotte italiana di venerdì. L’epicentro è stato localizzato dall’USGS in mare, a circa 68 chilometri a nord-nord-ovest della città costiera di Ende, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale, a una profondità di soli 10 chilometri.
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Il bilancio: perché le cifre non coincidono
Vale la pena essere precisi, perché nelle prossime ore circoleranno numeri diversi. Fathur Rahman, funzionario dei soccorsi di Maumere, ha indicato all’agenzia Afp venti morti accertati in quattro località diverse dell’isola. Il governatore della provincia, in conferenza stampa, aveva parlato di almeno cinque vittime; le prime informazioni dell’agenzia nazionale per la gestione dei disastri ne riportavano due.
Le divergenze sono fisiologiche nelle prime ore di un evento di questa portata, e in questo caso sono aggravate dalle interruzioni di corrente, che hanno reso difficile far circolare le segnalazioni. Il portavoce dell’agenzia per le emergenze ha dichiarato che il bilancio ufficiale sarà annunciato una volta confermati i dati.
Gempa bumi magnitudo 7,7 mengguncang Nusa Tenggara Timur (NTT), pada Sabtu (15/8).
Pusat gempa berada di laut pada kedalaman 15 kilometer, sekitar 38 kilometer timur laut Mbay, Kabupaten Nagekeo.
Gempa dirasakan kuat di sejumlah wilayah NTT hingga Sulawesi Selatan. pic.twitter.com/Tti4SKgiHd
— BBC News Indonesia (@BBCIndonesia) August 15, 2026
La notte dell’allerta tsunami
È la parte della vicenda che merita più attenzione. Subito dopo la scossa l’agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica — la BMKG — ha diramato un’allerta tsunami, ipotizzando onde comprese tra 0,5 e 3 metri, e ha invitato la popolazione costiera a spostarsi verso zone elevate.
A Nagekeo, il distretto più vicino all’epicentro, i giornalisti presenti hanno osservato il mare ritirarsi: è uno dei segnali che precedono l’arrivo di un’onda di tsunami. Circa duemila persone hanno lasciato le abitazioni dirigendosi verso le alture. Scene analoghe si sono registrate a Maumere.
L’allerta è stata poi revocata. Il direttore del dipartimento terremoti e tsunami dell’agenzia nazionale ha spiegato in conferenza stampa che il monitoraggio non aveva rilevato variazioni del livello del mare tali da costituire una minaccia, precisando che le osservazioni sarebbero comunque proseguite.
🇮🇩 You’re watching an entire building shake at the Maumere port, in Indonesia.
The footage is wild and hard to look away from.
Writer: Lucaspic.twitter.com/54XRX3yU9c
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 15, 2026
Perché la popolazione resta all’aperto
La revoca dell’allerta tsunami non significa cessato pericolo, e il motivo è un altro. Alla scossa principale sono seguite tre repliche nella prima mezz’ora, di magnitudo 5.9, 5.6 e 6.1, e la sequenza è proseguita nelle ore successive.
Per questo le autorità hanno raccomandato di non rientrare negli edifici danneggiati: una struttura già lesionata dalla scossa principale può cedere anche con sollecitazioni molto inferiori. È la ragione per cui, in situazioni di questo tipo, restare fuori è la scelta corretta anche quando il pericolo sembra passato.
I soccorsi e le difficoltà sul terreno
Le squadre stanno cercando eventuali sopravvissuti tra le macerie. Le operazioni sono complicate da numerose frane che hanno interrotto diverse strade, isolando alcune zone e rallentando l’arrivo dei mezzi. Risultano persone ancora intrappolate nella reggenza di Manggarai.
In diverse località i residenti hanno riferito che la scossa è durata circa un minuto. È stata avvertita anche a Nusa Tenggara Occidentale e in alcune aree del Sulawesi meridionale, dall’altra parte del mar di Flores. Un ospedale nel distretto di Ende ha trasferito i pazienti all’aperto in via precauzionale.
Flores e l’Anello di Fuoco
L’isola, che conta circa due milioni di abitanti ed è una destinazione turistica frequentata, si trova lungo la cintura di fuoco del Pacifico, l’arco di vulcani e faglie che circonda l’oceano e dove si incontrano le placche della crosta terrestre. È la ragione per cui in Indonesia i terremoti sono frequenti e spesso di magnitudo elevata.
Flores è stata colpita più volte. Nel dicembre 1992 un sisma di magnitudo 7.7 — la stessa di oggi — generò uno tsunami con onde fino a 26 metri e causò oltre duemila vittime. Nel dicembre 2021 una scossa di magnitudo 7.3 al largo di Maumere provocò un morto e oltre 170 feriti.
Il confronto con il 1992 va però maneggiato con cautela: la magnitudo coincide, ma profondità, posizione della rottura e conformazione del fondale determinano esiti molto diversi, e in questo caso l’onda non si è generata. Restano i crolli, le frane e una sequenza di repliche che, come è avvenuto in passato sull’isola, potrebbe proseguire per giorni.