La domanda che si fanno tutti è quando finirà il caldo. La risposta onesta è che non c’è una data: i modelli indicano una tregua breve a inizio settimana, una rimonta dell’anticiclone africano da mercoledì e solo dopo, tra il 22 e il 24 agosto, una possibile svolta più consistente.
Vale la pena tenere presente un criterio prima di leggere le date: le previsioni sono attendibili entro tre o quattro giorni, indicative fino a sei o sette, e oltre restituiscono soltanto una tendenza. Tutto ciò che riguarda l’ultima decade del mese va preso per quello che è.
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La tregua di inizio settimana

È la parte più solida, perché su questa tutte le fonti convergono. Tra lunedì 17 e martedì 18 un fronte di aria atlantica interesserà l’Italia, portando rinforzo dei venti, temporali e un calo termico percepibile.
Sulla dinamica, però, le previsioni divergono. Il meteorologo Mario Giuliacci indica una progressione da sud verso nord: domenica al Sud, lunedì al Centro, martedì al Nord. Gli esperti di 3BMeteo descrivono invece un ingresso dell’aria fresca a partire dalle regioni settentrionali, con una depressione in approfondimento dall’Europa nord-occidentale che erode l’anticiclone da nord.
Non è un dettaglio: significa che sulla sequenza regionale conviene attendere gli aggiornamenti di lunedì. Ciò che è condiviso è l’arrivo della tregua e la sua durata limitata.
La rimonta di metà settimana
Il sollievo durerà poco. Da mercoledì 19 l’anticiclone africano è atteso in nuovo rinforzo sul Centro-Nord, con temperature di nuovo in salita.
Giovedì la situazione si spaccherebbe: possibili forti temporali sul Nord-Ovest con lieve calo termico, mentre sul resto della penisola il caldo tornerebbe a intensificarsi. Venerdì la perturbazione potrebbe scendere fino al Centro, lasciando il Sud sotto l’anticiclone. Sono scenari con affidabilità già ridotta.
La svolta di fine mese, e quanto crederci
Tra il 22 e il 24 agosto una nuova perturbazione dovrebbe respingere l’anticiclone africano dal Centro-Nord in modo più stabile. Da quel momento l’aria atlantica potrebbe insistere sulle regioni centro-settentrionali fino a fine mese, mentre il caldo africano si sposterebbe al Sud, dove potrebbe resistere fino a settembre.
Ne uscirebbe un’ultima decade con l’Italia divisa in due: più fresca e instabile al Centro-Nord, ancora calda al Sud. È lo scenario prevalente nei modelli in questo momento, a nove giorni di distanza. Tradotto: è una tendenza, non un appuntamento.
Perché quest’ondata è stata diversa
Il contesto aiuta a capire l’insofferenza generale. Quella in corso è la quarta ondata di calore dell’estate e la più lunga: circa venti giorni consecutivi con temperature costantemente sopra la media, in alcuni casi di 7-8 gradi.
Nei giorni scorsi il bollettino del Ministero della Salute ha segnalato il livello di allerta massimo, il bollino rosso, su 19 delle 27 città monitorate. È il riferimento da consultare per le fasce più fragili, e viene aggiornato quotidianamente.
Gli esperti segnalano inoltre un elemento strutturale: gli intervalli tra un’ondata e l’altra si sono progressivamente accorciati, e l’anticiclone africano tende a spingersi più a nord rispetto ai decenni passati.
La burrasca di Ferragosto
Giuliacci osserva che la classica burrasca di fine agosto, attesa tradizionalmente tra il 20 e il 25, non si presenta più con la regolarità di un tempo, e ne attribuisce la ragione al cambiamento del clima.
Una precisazione è però necessaria. La “burrasca di Ferragosto” appartiene più al folclore meteorologico che alla climatologia: non è mai stata una regolarità statistica, ma un’aspettativa popolare confermata in alcuni anni e smentita in molti altri. Il riscaldamento delle ultime decadi è documentato da serie storiche solide, e su quelle conviene fondare il ragionamento più che sulla scomparsa di un detto.
Nel frattempo, per questo fine settimana, la situazione resta invariata: sole prevalente, caldo intenso e picchi vicini ai 40 gradi in alcune aree interne del Centro, con temporali pomeridiani su Alpi e Appennini. Il primo cambiamento reale arriverà con la nuova settimana.