sabato, Agosto 15

Quando finisce il caldo: la tregua, la rimonta e la svolta di fine agosto

La domanda che si fanno tutti è quando finirà il caldo. La risposta onesta è che non c’è una data: i modelli indicano una tregua breve a inizio settimana, una rimonta dell’anticiclone africano da mercoledì e solo dopo, tra il 22 e il 24 agosto, una possibile svolta più consistente.

Vale la pena tenere presente un criterio prima di leggere le date: le previsioni sono attendibili entro tre o quattro giorni, indicative fino a sei o sette, e oltre restituiscono soltanto una tendenza. Tutto ciò che riguarda l’ultima decade del mese va preso per quello che è.

La tregua di inizio settimana

Strada di una città italiana sotto il sole cocente con foschia da calore, a illustrare le previsioni meteo di Giuliacci sul caldo e l'anticiclone africano

È la parte più solida, perché su questa tutte le fonti convergono. Tra lunedì 17 e martedì 18 un fronte di aria atlantica interesserà l’Italia, portando rinforzo dei venti, temporali e un calo termico percepibile.

Sulla dinamica, però, le previsioni divergono. Il meteorologo Mario Giuliacci indica una progressione da sud verso nord: domenica al Sud, lunedì al Centro, martedì al Nord. Gli esperti di 3BMeteo descrivono invece un ingresso dell’aria fresca a partire dalle regioni settentrionali, con una depressione in approfondimento dall’Europa nord-occidentale che erode l’anticiclone da nord.

Non è un dettaglio: significa che sulla sequenza regionale conviene attendere gli aggiornamenti di lunedì. Ciò che è condiviso è l’arrivo della tregua e la sua durata limitata.

La rimonta di metà settimana

Il sollievo durerà poco. Da mercoledì 19 l’anticiclone africano è atteso in nuovo rinforzo sul Centro-Nord, con temperature di nuovo in salita.

Giovedì la situazione si spaccherebbe: possibili forti temporali sul Nord-Ovest con lieve calo termico, mentre sul resto della penisola il caldo tornerebbe a intensificarsi. Venerdì la perturbazione potrebbe scendere fino al Centro, lasciando il Sud sotto l’anticiclone. Sono scenari con affidabilità già ridotta.

La svolta di fine mese, e quanto crederci

Tra il 22 e il 24 agosto una nuova perturbazione dovrebbe respingere l’anticiclone africano dal Centro-Nord in modo più stabile. Da quel momento l’aria atlantica potrebbe insistere sulle regioni centro-settentrionali fino a fine mese, mentre il caldo africano si sposterebbe al Sud, dove potrebbe resistere fino a settembre.

Ne uscirebbe un’ultima decade con l’Italia divisa in due: più fresca e instabile al Centro-Nord, ancora calda al Sud. È lo scenario prevalente nei modelli in questo momento, a nove giorni di distanza. Tradotto: è una tendenza, non un appuntamento.

Perché quest’ondata è stata diversa

Il contesto aiuta a capire l’insofferenza generale. Quella in corso è la quarta ondata di calore dell’estate e la più lunga: circa venti giorni consecutivi con temperature costantemente sopra la media, in alcuni casi di 7-8 gradi.

Nei giorni scorsi il bollettino del Ministero della Salute ha segnalato il livello di allerta massimo, il bollino rosso, su 19 delle 27 città monitorate. È il riferimento da consultare per le fasce più fragili, e viene aggiornato quotidianamente.

Gli esperti segnalano inoltre un elemento strutturale: gli intervalli tra un’ondata e l’altra si sono progressivamente accorciati, e l’anticiclone africano tende a spingersi più a nord rispetto ai decenni passati.

La burrasca di Ferragosto

Giuliacci osserva che la classica burrasca di fine agosto, attesa tradizionalmente tra il 20 e il 25, non si presenta più con la regolarità di un tempo, e ne attribuisce la ragione al cambiamento del clima.

Una precisazione è però necessaria. La “burrasca di Ferragosto” appartiene più al folclore meteorologico che alla climatologia: non è mai stata una regolarità statistica, ma un’aspettativa popolare confermata in alcuni anni e smentita in molti altri. Il riscaldamento delle ultime decadi è documentato da serie storiche solide, e su quelle conviene fondare il ragionamento più che sulla scomparsa di un detto.

Nel frattempo, per questo fine settimana, la situazione resta invariata: sole prevalente, caldo intenso e picchi vicini ai 40 gradi in alcune aree interne del Centro, con temporali pomeridiani su Alpi e Appennini. Il primo cambiamento reale arriverà con la nuova settimana.