venerdì, Febbraio 6

Torino, Salis accusa la polizia: polemica sugli “abusi” durante il corteo Askatasuna

Le immagini degli scontri avvenuti a Torino durante il corteo in sostegno del centro sociale Askatasuna hanno riacceso il confronto politico. Tra le voci più critiche nei confronti delle forze dell’ordine c’è quella dell’eurodeputata Ilaria Salis, che sui social ha parlato di “gravi abusi della polizia”, denunciando presunti pestaggi e l’uso improprio dei lacrimogeni.

Le dichiarazioni hanno immediatamente acceso la polemica. Secondo Salis, durante le cariche si sarebbero verificati episodi di violenza nei confronti di manifestanti isolati e non più in grado di opporre resistenza. L’europarlamentare ha parlato di lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo e di comportamenti ritenuti sproporzionati, definendo quanto accaduto “uno schifo” e criticando il silenzio che, a suo dire, avrebbe accompagnato questi episodi.

Gli scontri e l’agente ferito

Ilaria Salis denuncia presunti abusi della polizia durante il corteo per Askatasuna a Torino. Polemica politica dopo gli scontri e il ferimento di un agente.

La ricostruzione fornita dalle autorità descrive però un contesto di forte tensione. Durante il corteo, alcuni gruppi avrebbero tentato di deviare dal percorso autorizzato, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine. Nel corso degli scontri un agente del reparto mobile è stato accerchiato e colpito ripetutamente, riportando ferite che hanno richiesto il ricovero ospedaliero.

L’intervento di un collega avrebbe evitato conseguenze più gravi. L’episodio è diventato uno dei simboli della giornata, alimentando la reazione del governo e dei sindacati di polizia, che hanno respinto con fermezza le accuse di uso eccessivo della forza.

Il confronto politico

Le parole di Salis si inseriscono in un quadro già segnato dal dibattito sul decreto sicurezza e sulle nuove misure in materia di ordine pubblico. L’eurodeputata ha parlato di un “pacchetto repressione”, criticando l’impostazione del governo e sostenendo che si stia restringendo lo spazio per il dissenso.

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