Le immagini degli scontri avvenuti a Torino durante il corteo in sostegno del centro sociale Askatasuna hanno riacceso il confronto politico. Tra le voci più critiche nei confronti delle forze dell’ordine c’è quella dell’eurodeputata Ilaria Salis, che sui social ha parlato di “gravi abusi della polizia”, denunciando presunti pestaggi e l’uso improprio dei lacrimogeni.
Le dichiarazioni hanno immediatamente acceso la polemica. Secondo Salis, durante le cariche si sarebbero verificati episodi di violenza nei confronti di manifestanti isolati e non più in grado di opporre resistenza. L’europarlamentare ha parlato di lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo e di comportamenti ritenuti sproporzionati, definendo quanto accaduto “uno schifo” e criticando il silenzio che, a suo dire, avrebbe accompagnato questi episodi.
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Gli scontri e l’agente ferito

La ricostruzione fornita dalle autorità descrive però un contesto di forte tensione. Durante il corteo, alcuni gruppi avrebbero tentato di deviare dal percorso autorizzato, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine. Nel corso degli scontri un agente del reparto mobile è stato accerchiato e colpito ripetutamente, riportando ferite che hanno richiesto il ricovero ospedaliero.
L’intervento di un collega avrebbe evitato conseguenze più gravi. L’episodio è diventato uno dei simboli della giornata, alimentando la reazione del governo e dei sindacati di polizia, che hanno respinto con fermezza le accuse di uso eccessivo della forza.
Il confronto politico
Le parole di Salis si inseriscono in un quadro già segnato dal dibattito sul decreto sicurezza e sulle nuove misure in materia di ordine pubblico. L’eurodeputata ha parlato di un “pacchetto repressione”, criticando l’impostazione del governo e sostenendo che si stia restringendo lo spazio per il dissenso.
Dal fronte opposto, esponenti della maggioranza hanno difeso l’operato delle forze dell’ordine, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza e prevenire episodi di violenza urbana. Il ministro dell’Interno ha ribadito che ogni intervento sarà valutato nelle sedi competenti, ma ha anche ricordato che la priorità resta la tutela dell’incolumità pubblica.
Il contesto internazionale
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato anche sul piano europeo. Salis, eletta al Parlamento europeo dopo le vicende giudiziarie che l’hanno vista coinvolta in Ungheria, è tornata al centro del dibattito politico italiano proprio in relazione ai temi dell’ordine pubblico e delle manifestazioni.
Intanto, sul fronte ungherese, uno degli attivisti coinvolti nei fatti di Budapest del 2023 è stato condannato in contumacia a sette anni di reclusione. Un elemento che continua a intrecciarsi con la discussione politica italiana, alimentando un clima già teso.
Un Paese diviso
Gli scontri di Torino rappresentano l’ennesimo episodio che divide l’opinione pubblica tra chi denuncia un uso eccessivo della forza e chi sottolinea la necessità di un intervento deciso contro le frange violente. Le immagini circolate sui social hanno contribuito a rafforzare narrazioni contrapposte, rendendo ancora più complesso il confronto.
La magistratura sta esaminando i fatti per accertare eventuali responsabilità individuali. Nel frattempo il dibattito politico resta acceso, con accuse incrociate che rischiano di ampliare ulteriormente la frattura tra istituzioni e parte della società civile.