venerdì, Aprile 17

Travaglio demolisce Tajani: “Un’ameba sequestrata 4 ore dai figli di Berlusconi”

Travaglio ha scelto una parola precisa per descrivere la scena: “sequestrato”. E ha aggiunto: “Probabilmente verrebbe considerata scandalosa anche in Corea del Nord”. Poi ha articolato meglio il ragionamento: “Voi immaginate i padroni del più grande polo editoriale e televisivo di un paese, imprenditori privati che manco fanno il gesto di candidarsi e di prendere dei voti, che convocano nella loro azienda il ministro degli Esteri, vicepremier e leader di uno dei tre partiti della maggioranza, lo tengono sequestrato per quattro ore e gli fanno un mazzo così”.

“Peggio di quando c’era Berlusconi”

La chiusura è il passaggio più provocatorio di tutta l’ospitata. Travaglio ha fatto un paragone diretto tra la situazione attuale e quella del ventennio berlusconiano, con una conclusione che nessuno si aspettava: la situazione di oggi sarebbe peggiore. “Ma vi sembra normale che ci sia un partito eterodiretto da un’azienda televisiva? Questo è peggio di quando c’era Berlusconi, perché almeno lui metteva i soldi ma poi si candidava e prendeva dei voti: nonostante il suo conflitto di interesse, era un soggetto legittimato a fare politica”.

E la domanda finale, quella che ha lasciato in sospeso la trasmissione: “Questi due signori, figli di Berlusconi, chi rappresentano?”. Una domanda retorica, certo. Ma anche una domanda a cui nessuno, almeno in studio, ha saputo rispondere.

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