giovedì, Gennaio 29

Tre cacciatori trovati morti nei boschi dei Nebrodi: indagini in corso

Un ritrovamento drammatico, avvenuto in una delle aree più impervie dei Nebrodi, ha scosso la provincia di Messina e riacceso l’attenzione su una vicenda ancora tutta da chiarire. Tre cacciatori sono stati trovati senza vita in un bosco del comune di Montagnareale, uccisi da colpi di arma da fuoco. Le indagini sono in corso e, al momento, nessuna ipotesi viene esclusa.

I corpi sono stati scoperti nella giornata di mercoledì 28 gennaio in contrada Caristia, una zona montuosa e difficilmente accessibile. L’allarme sarebbe stato lanciato da un conoscente di una delle vittime, preoccupato per il mancato rientro dopo la battuta di caccia.

Chi sono le vittime

Le persone decedute sono Antonio Gatani, 82 anni, residente a Patti, e Davis Pino, 26 anni, insieme a Giuseppe Pino, 44 anni, fratelli originari di San Pier Niceto. I tre si erano recati nella zona per una battuta di caccia nelle prime ore della mattinata.

Secondo quanto emerso finora, non risulterebbero legami diretti con organizzazioni mafiose o criminali. Tuttavia, l’area è nota per la presenza di suini neri selvatici e per episodi di bracconaggio, un elemento che gli inquirenti tengono in considerazione nel contesto generale.

Il luogo del ritrovamento

La zona in cui sono stati trovati i cadaveri è rimasta a lungo interdetta al pubblico. Sul posto sono intervenuti il procuratore di Patti, i carabinieri e il medico legale per i primi rilievi. I corpi presentavano ferite compatibili con colpi di fucile, ma la dinamica esatta resta da ricostruire.

Le operazioni di sopralluogo sono state rese complesse dalle condizioni del terreno e dall’isolamento dell’area.

Le ipotesi al vaglio degli investigatori

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma tra le ipotesi che circolano – al momento non confermate ufficialmente – vi sono:

  • un possibile incidente durante la battuta di caccia;
  • una lite degenerata, forse tra l’anziano e i due fratelli;
  • l’ipotesi che uno dei tre abbia ucciso gli altri due e poi si sia tolto la vita.

In serata i carabinieri hanno ascoltato i familiari delle vittime per ricostruire le ore precedenti alla partenza e verificare se altre persone potessero essere presenti nella zona.

Il silenzio degli inquirenti e l’attesa degli accertamenti

Al momento non sono stati diffusi elementi conclusivi. Gli investigatori attendono gli esiti degli esami balistici e medico-legali, fondamentali per stabilire sequenza degli spari, distanza e responsabilità.

Come ha dichiarato il sindaco di Montagnareale, «la zona è stata immediatamente circoscritta e nessuno è stato fatto avvicinare». Un segnale della delicatezza dell’indagine, che resta aperta su più fronti.

Solo nelle prossime ore, o nei prossimi giorni, sarà possibile comprendere se si sia trattato di una tragica fatalità, di un gesto estremo o di una violenza maturata all’interno del gruppo.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.