Il caro carburanti è la faccia più visibile di questa pressione economica. Quasi due terzi degli intervistati lo considerano un problema per la propria famiglia. La benzina viaggia poco sopra i 4 dollari al gallone a livello nazionale, ma supera i 5 dollari negli Stati della West Coast. Dodici mesi fa la media nazionale era di 3,16 dollari. Un salto del 27% che si ripercuote a cascata su tutto: bollette, trasporti, beni di consumo. E secondo gli analisti, un calo significativo dipenderà dalla fine della guerra e dalla piena riapertura dello Stretto di Hormuz — uno scenario ancora lontano.
La guerra in Iran divide anche la base
Sul fronte internazionale i numeri non sono migliori. Due terzi degli americani disapprovano la gestione del conflitto con Teheran, mentre solo un terzo la sostiene. L’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo arrivato il 7 aprile non ha modificato in modo sostanziale gli orientamenti dell’opinione pubblica. La guerra resta un fardello politico pesante, tanto più in un momento in cui gli americani sentono il conflitto arrivare direttamente nelle proprie tasche attraverso i prezzi dell’energia.
Erosione anche tra i Repubblicani e i sostenitori MAGA
L’83% dei Repubblicani esprime ancora un giudizio positivo su Trump — una base solida, ma in calo di quattro punti rispetto a inizio anno. Ancora più marcata la flessione tra i sostenitori più convinti: quelli che approvano “fortemente” scendono dal 58% al 52%. Tra gli elettori MAGA il sostegno sulla guerra in Iran resta ampio — l’87% difende la linea della Casa Bianca — ma il dato economico erode anche lì.
Anche sull’immigrazione il pilastro si sgretola
Le difficoltà non si fermano all’economia e alla politica estera. Anche sull’immigrazione — uno dei pilastri storici del consenso trumpiano — si registra un contraccolpo, dopo l’uccisione di due cittadini americani da parte di agenti federali in Minnesota. L’amministrazione ha provato a correggere la rotta con cambi ai vertici della sicurezza interna e della Border Patrol, riducendo arresti e detenzioni. Ma oltre 60mila persone restano in custodia dell’ICE — quasi il doppio rispetto al periodo pre-Trump — e la gestione dell’immigrazione continua a generare polemiche su tutti i fronti.
A pochi mesi dal midterm: il banco di prova decisivo
Il quadro che emerge è quello di una presidenza stretta tra promesse elettorali disattese — dal contenimento dell’inflazione all’impegno a evitare nuovi conflitti — e una realtà che alimenta insoddisfazione diffusa. Con le elezioni di midterm alle porte, i Repubblicani si trovano in una posizione scomoda: difendere un presidente che ha portato consensi ma che ora rischia di diventare un peso. Come andrà a finire dipenderà in larga parte da quello che succederà nei prossimi mesi in Iran e alle pompe di benzina.