sabato, Giugno 13

Trump annuncia l’uccisione di Niño Guerrero, leader di Tren de Aragua

Una dichiarazione destinata a far discutere i governi di tutto il mondo. Donald Trump ha annunciato l’uccisione di Niño Guerrero, ritenuto il leader dell’organizzazione criminale Tren de Aragua, designata dagli Stati Uniti come gruppo terroristico straniero. Il presidente americano ha definito l’intervento “un attacco cinetico rapido e letale”, senza però precisare dove sia stata condotta l’operazione.

L’annuncio del presidente americano

donald trump

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Attraverso il proprio profilo su Truth Social, Trump ha presentato l’azione come un punto di svolta nella strategia di contrasto ai cartelli. Il presidente ha rivendicato il successo dell’operazione, sostenendo che i vertici del gruppo criminale non avranno più alcun rifugio sicuro, né in Venezuela né altrove.

Toni durissimi quelli utilizzati dal leader della Casa Bianca, che ha promesso di dare la caccia ai responsabili ovunque e in qualsiasi momento. Un linguaggio aggressivo che conferma la linea intransigente adottata dall’amministrazione nei confronti della criminalità organizzata transnazionale.

Il ruolo del Venezuela

Tra gli elementi più sorprendenti dell’annuncio c’è il riferimento alla collaborazione con Caracas. Trump ha infatti specificato che l’operazione sarebbe stata coordinata strettamente con quelli che ha definito “i nostri amici in Venezuela”, parlando di un rapporto operativo descritto come positivo.

Un legame inatteso, che secondo il presidente avrebbe ridotto sensibilmente gli spazi di manovra per i vertici del gruppo. Guerrero, del resto, era da tempo nel mirino della giustizia statunitense: la Procura federale per il Distretto Meridionale di New York lo aveva accusato di aver ordinato, diretto e favorito atti di terrorismo sul suolo americano.

L’affondo contro la passata amministrazione

Il discorso presidenziale non ha risparmiato attacchi all’amministrazione precedente. Trump ha collegato l’azione militare alle vicende di cronaca nera che hanno scosso l’opinione pubblica statunitense, accusando il suo predecessore Joe Biden di aver lasciato troppo aperto il confine meridionale del Paese.

Il presidente ha rivendicato il rispetto degli impegni presi in campagna elettorale, citando alcune giovani vittime diventate simbolo della stretta sulla sicurezza, tra cui la dodicenne Jocelyn Nungaray e la ventiduenne Laken Riley. Casi che hanno avuto vasta eco negli Stati Uniti e che Trump ha richiamato per giustificare la propria linea.

Le promesse rivendicate

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