Un vertice senza accordi
Donald Trump e Vladimir Putin hanno lasciato l’Alaska senza un’intesa concreta sul cessate il fuoco in Ucraina. Un esito che ha scatenato reazioni immediate e giudizi durissimi sia negli Stati Uniti che in Europa. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si è ancora espresso ufficialmente, il Kyiv Independent ha firmato un editoriale senza appello: «Disgustoso, vergognoso, alla fine inutile».
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Secondo il giornale ucraino, il summit non ha dato alcun risultato per gli Stati Uniti, ma ha regalato a Putin ciò che inseguiva da tempo: il ritorno sulla scena internazionale come interlocutore legittimo, accolto “non più da paria ma da statista rispettato”.
Il paragone con Zelensky
Nell’editoriale viene ricordata la differenza di trattamento tra il presidente ucraino e quello russo. «Zelensky – si legge – nello Studio Ovale della Casa Bianca fu umiliato pubblicamente. Putin invece è stato coccolato». Una disparità definita «vergognosa», che mette in luce il cambio di approccio voluto da Trump. La conclusione del giornale è netta: «Trump non capisce che Putin non ha un approccio transazionale sull’Ucraina, ma messianico. Per lui l’indipendenza di Kiev è un incidente da correggere».
Il giudizio di John Bolton
L’ex consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, non ha usato mezzi termini in un’intervista alla CNN: «Trump non ha perso, ma Putin ha chiaramente vinto». Secondo Bolton, il leader del Cremlino ha ottenuto vantaggi cruciali: nessun nuovo pacchetto di sanzioni, nessun cessate il fuoco, nessuna data fissata per un prossimo incontro. «Putin ha fatto molta strada per ristabilire il rapporto con Washington, che è sempre stato il suo obiettivo principale», ha detto l’ex funzionario.
Bolton ha aggiunto un dettaglio significativo: «Trump sembrava stanco, non deluso. Stanco. E dovremo riflettere su cosa questo significhi».
Le accuse dei democratici
Durissima anche la reazione della minoranza democratica al Senato. Chuck Schumer ha parlato di «tappeto rosso steso a un dittatore». In un post su X, il leader Dem ha accusato Trump di aver scelto «di stare fianco a fianco con un autocrate che da anni terrorizza il popolo ucraino e il mondo intero».
Schumer ha denunciato la mancanza di risultati concreti dal vertice: «Sembra che Trump abbia concesso a Putin legittimità e visibilità globale senza ottenere nulla in cambio. Il nostro timore è che questa non sia stata diplomazia, ma solo teatro».
Un summit che divide
L’immagine della stretta di mano sul tappeto rosso di Anchorage rimane potente, ma i verdetti parlano chiaro: per gran parte della comunità internazionale, a vincere è stato Putin. Trump, al contrario, appare indebolito, accusato di aver regalato prestigio al Cremlino senza alcuna contropartita per l’Occidente o per l’Ucraina.

