
Ucraina, la scelta di Putin: le sue condizioni per la pace

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La Russia ha recentemente sottoposto agli Stati Uniti un elenco di condizioni per porre fine al conflitto in Ucraina e ristabilire le relazioni diplomatiche con Washington. Secondo fonti russe, il presidente Vladimir Putin potrebbe rispondere oggi alla proposta di una tregua, una possibilità annunciata dal consigliere per la politica estera, Yuri Ushakov. Tuttavia, Mosca sottolinea che una breve cessazione delle ostilità potrebbe solo concedere a Kiev il tempo per riorganizzarsi, mentre la Russia auspica un accordo di pace duraturo.

Le rivendicazioni territoriali della Russia
Secondo il Cremlino, la Crimea e le regioni ucraine di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk fanno ormai parte integrante della Federazione Russa, in quanto ufficialmente incluse nella Costituzione russa. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha ribadito questa posizione sottolineando che si tratta di un dato di fatto non negoziabile. Le dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia Ria Novosti e fanno parte delle condizioni imposte da Putin per qualsiasi accordo di pace.
Peskov, inoltre, non ha voluto rilasciare commenti specifici sulla notizia diffusa da Reuters, secondo cui Mosca avrebbe inviato a Washington una lista di richieste che includerebbe anche il riconoscimento formale della Crimea e delle quattro regioni occupate come territorio russo.

No all’invio di peacekeeper europei in Ucraina
Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha espresso una ferma opposizione all’idea di dispiegare truppe di peacekeeping europee in Ucraina. Secondo Mosca, una simile iniziativa rappresenterebbe un chiaro coinvolgimento diretto di tali Paesi nel conflitto, aumentando il rischio di un’escalation militare. Zakharova ha definito questi piani “provocatori” e ha accusato l’Occidente di voler alimentare illusioni “malsane e dannose” nel governo ucraino, anziché lavorare per una soluzione diplomatica del conflitto.
L’agenzia Interfax ha riportato le dichiarazioni della portavoce russa, secondo cui l’eventuale ingresso di forze europee in Ucraina non contribuirebbe in alcun modo alla risoluzione della guerra, ma anzi potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.
Diplomazia in corso: un inviato della Casa Bianca a Mosca
Nel contesto delle trattative per una possibile tregua, un inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, si recherà a Mosca per colloqui diplomatici. La conferma è giunta direttamente da Dmitry Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe. La missione diplomatica potrebbe rappresentare un passo significativo verso la riduzione delle tensioni tra le due potenze, anche se rimangono numerose incognite sull’esito delle discussioni.
Aggiornamenti dal fronte: attacchi e difesa aerea
Nel frattempo, il Ministero della Difesa russo ha comunicato che le proprie truppe hanno ripreso il controllo di Sudzha, un importante centro abitato della regione di Kursk, precedentemente occupato dalle forze ucraine. Le agenzie russe hanno diffuso la notizia, sottolineando che si tratta di una significativa avanzata delle forze di Mosca.
Dall’altra parte del conflitto, un attacco notturno con droni russi ha colpito la città ucraina di Kherson, danneggiando un edificio residenziale e diversi palazzi vicini. Secondo le autorità locali, citate da Ukrinform, centinaia di finestre sono andate in frantumi e si sono verificati incendi, lasciando parte della città senza elettricità. Nell’attacco, una donna è rimasta ferita.
La notte scorsa, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 77 droni ucraini su diverse regioni del Paese. Il Ministero della Difesa russo ha specificato che gli abbattimenti sono avvenuti tra le 20:00 del 12 marzo e le 6:36 del 13 marzo, con la seguente distribuzione:
- 30 droni intercettati nella regione di Bryansk,
- 25 nella regione di Kaluga,
- 6 nella regione di Kursk,
- 6 nella regione di Voronezh,
- 5 nella regione di Rostov,
- 5 nella regione di Belgorod.
Questi numeri testimoniano l’intensità delle operazioni militari in corso e la crescente sofisticazione dei sistemi di difesa aerea russi.
Le richieste russe agli Stati Uniti per la fine della guerra
Secondo quanto riportato da Reuters, la Russia ha presentato agli Stati Uniti una serie di richieste per porre fine alla guerra e ristabilire i rapporti diplomatici. Non sono stati resi noti i dettagli esatti di questa lista, ma fonti vicine ai negoziati affermano che le condizioni avanzate dal Cremlino ricalcano richieste già formulate in passato.
Tra le principali condizioni poste dalla Russia figurano:
- La garanzia che l’Ucraina non entrerà nella NATO;
- Il divieto di dispiegamento di truppe straniere in territorio ucraino;
- Il riconoscimento ufficiale della Crimea e delle quattro regioni occupate come parte della Federazione Russa.
Le trattative tra funzionari russi e americani si sono intensificate nelle ultime settimane, ma resta incerto se Washington accetterà le condizioni imposte da Mosca. L’Occidente, infatti, ha più volte ribadito il proprio sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina e alla sua autodeterminazione.