venerdì, Luglio 3

“Uno di noi, per sempre”. Calcio in lutto: addio a un uomo simbolo degli spogliatoi

Il silenzio che oggi avvolge i campi di calcio della provincia non è quello che precede una partita importante. È un silenzio diverso, più pesante, che parla di assenze definitive e di storie che si interrompono. Negli spogliatoi, dove per decenni si sono incrociate voci, risate e tensioni prima del fischio d’inizio, resta un vuoto difficile da colmare.

Il calcio piemontese piange la scomparsa di Fiorito Frezzato, morto all’età di 77 anni. Non un semplice addetto ai lavori, ma una figura centrale della vita sportiva di intere generazioni di calciatori, dirigenti e allenatori. Un uomo che per molti era semplicemente “uno di noi”.

Leggi anche:Wimbledon, malore in campo per Learner Tien: pane durante il match e una notte in ospedale – VIDEO

Leggi anche:Bastoni indagato per prostituzione minorile, l’inchiesta escort di Milano: il legale respinge le accuse

Leggi anche:Inchiesta escort a Milano, Bastoni indagato per prostituzione minorile: il difensore dell’Inter nega, la ragazza smentisce il rapporto

Una perdita che va oltre il campo

La notizia della sua morte ha colpito duramente chiunque abbia frequentato i campi della provincia di Alessandria e non solo. Perché Fiorito Frezzato non era soltanto un massaggiatore, ma un punto di riferimento umano, capace di leggere negli occhi degli atleti prima ancora che nei muscoli affaticati.

Conosceva il dolore fisico, certo, ma sapeva soprattutto riconoscere quello mentale. Nei momenti difficili era lui a fare da collante nello spogliatoio, a stemperare le tensioni, a ridare fiducia a chi scendeva in campo con più dubbi che certezze.

Una carriera costruita sulla passione

Nato nel 1948, Fiorito Frezzato ha attraversato decenni di calcio vissuto con la stessa dedizione del primo giorno. Il suo percorso professionale è iniziato in realtà storiche del territorio come il Quattordio, dove ha costruito le basi di una reputazione fondata su competenza, serietà e umanità.

Da lì il passaggio al Felizzano, altra tappa fondamentale di un cammino che lo ha reso una figura sempre più rispettata. In un’epoca in cui il ruolo del massaggiatore era centrale nella quotidianità di una squadra, Frezzato incarnava alla perfezione quella funzione silenziosa ma indispensabile.

L’esperienza in Serie A e il ritorno a casa

La qualità del suo lavoro non è passata inosservata. Per diversi anni Fiorito Frezzato ha fatto parte dello staff del Torino, vivendo da vicino il mondo della Serie A e confrontandosi con il calcio di alto livello. Un’esperienza che ha arricchito il suo bagaglio professionale senza mai allontanarlo dalle sue radici.

Nonostante le grandi piazze, il suo cuore è sempre rimasto legato alla provincia. Il ritorno a casa lo ha visto protagonista in club storici come il Casale e soprattutto l’Alessandria, dove è diventato una presenza familiare per giocatori, dirigenti e tifosi. Per i Grigi non era solo un collaboratore, ma parte integrante della famiglia.

Il ricordo di chi lo ha vissuto ogni giorno

Chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui lo ricorda come una persona capace di creare gruppo come poche altre. Marco Usai, oggi allenatore dell’Annonese e figura storica del calcio locale, lo ha definito una “persona super”, ricordando gli anni condivisi fin da quando era appena un ragazzo.

Usai rievoca con affetto le esperienze a Quattordio e poi all’Asca, dove Frezzato è stato uno degli artefici silenziosi della straordinaria cavalcata che ha portato la squadra dalla Prima Categoria alla Promozione. Un successo costruito anche grazie al suo lavoro quotidiano, lontano dai riflettori ma decisivo.

Fino all’ultimo giorno sui campi

Negli ultimi anni Fiorito Frezzato aveva continuato a frequentare i campi mettendo la sua esperienza al servizio del Castellazzo. Sempre presente, sempre con una battuta pronta a sciogliere la tensione prima di una partita decisiva.

Era questo a renderlo speciale: la capacità di essere professionale senza perdere l’umanità, competente senza mai risultare distante. Ogni atleta che ha incrociato il suo cammino porta con sé un ricordo personale, una parola detta al momento giusto, un gesto che faceva la differenza.

Un’eredità che non si perde

Con la scomparsa di Fiorito Frezzato, il calcio alessandrino perde un pezzo autentico della propria storia. Ma il suo esempio resta. Resta nei racconti degli spogliatoi, nei ricordi delle trasferte, in quel modo di vivere il calcio fatto di rispetto, dedizione e amore sincero per questo sport.

“Uno di noi, per sempre”. Non è solo una frase. È il modo più vero per raccontare chi era Fiorito Frezzato.