mercoledì, Marzo 11

Vannacci attacca Libero sul sondaggio in calo: la replica del giornale, è scontro totale

Il sondaggio al centro della polemica è quello di Youtrend per Sky TG24, che registra un calo dei consensi per Futuro Nazionale rispetto alle settimane precedenti. Libero lo ha pubblicato come notizia, citandolo fin dalle prime righe e nella titolazione, senza nascondere la fonte né distorcerne i contenuti. Esattamente quello che dovrebbe fare un giornale.

La replica della redazione è stata diretta:

“Nessuna farneticazione, nessuna invenzione da parte nostra. Se lei ha perso consensi, la colpa non è di Libero. Se proprio cerca un colpevole, se la prenda con chi ha risposto al sondaggio o con chi, dopo una comprensibile ubriacatura iniziale, ha deciso che Futuro Nazionale non fa per lui.”

Un passaggio, quello sull’“ubriacatura iniziale”, che sintetizza in modo efficace il fenomeno che molti analisti politici hanno osservato nelle ultime settimane: Futuro Nazionale era partito con un’ondata di entusiasmo trascinante, alimentata dal profilo mediatico di Vannacci e dalla sua capacità di polarizzare l’attenzione. Ma l’entusiasmo iniziale nei movimenti politici nuovi tende a sgonfiarsi, e i sondaggi fotografano esattamente quel processo.

L’accusa più pesante: plasmare il partito come una caserma

Nella replica di Libero c’è un passaggio che va oltre la polemica contingente e tocca qualcosa di più profondo sul profilo politico di Vannacci. Il giornale scrive: “Forse lei ha deciso di plasmare il suo nuovo partito con le rigide regole di una caserma, ma la stampa non funziona così.”

È un’accusa precisa. Vannacci viene dipinto come qualcuno che fatica ad accettare che un partito politico — a differenza di un reparto militare — non può decidere cosa la stampa scriva o non scriva. La libertà di informazione non è una variabile su cui il fondatore di Futuro Nazionale può esercitare controllo, e ogni tentativo di farlo si ritorce inevitabilmente contro chi lo tenta.

Il contesto: cosa sta succedendo a Futuro Nazionale

La polemica con Libero arriva in un momento non semplice per il partito di Vannacci. I numeri del sondaggio Youtrend raccontano di un movimento che sta attraversando la fase fisiologica del ridimensionamento post-lancio, comune a molte formazioni politiche nuove che partono con picchi di curiosità e attenzione per poi stabilizzarsi su basi più reali.

Vannacci ha risposto al calo dei sondaggi puntando sulle adesioni di amministratori locali — tra cui Francesco Benza, vicesindaco di Riva Ligure, e Daniele Ventimiglia, primo consigliere comunale ad aderire al movimento — come prova di vitalità organizzativa. Una strategia comprensibile, ma che non cancella il dato demoscopico. I sondaggi e le adesioni raccontano due cose diverse: la prima misura il consenso popolare, la seconda misura la costruzione di una struttura di partito.

Una medaglia al petto: la chiusura di Libero

Il giornale ha chiuso la sua risposta con una frase che difficilmente passerà inosservata: “Per noi ogni critica, sua o di qualche altro attore politico, è una medaglia da mettere al petto, perché significa che abbiamo fatto il nostro mestiere.” E ancora: “Da lei non siamo disposti a prendere lezioni di morale e di coerenza.”

Al di là dei toni accesi, la vicenda solleva una questione politica concreta: un leader che reagisce ai sondaggi negativi attaccando chi li pubblica anziché interrogarsi sulle ragioni del calo sta scegliendo la strada più difficile. La politica, come ricorda Libero, è fatta di alti e di bassi. E la difficoltà vera sta nel saper gestire entrambe le fasi — con o senza i gradi da generale.

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