Il vertice Nato di Ankara entra nella sua fase decisiva e, mentre al centro dei lavori restano i dossier legati alla difesa e all’Ucraina, l’attenzione mediatica è tutta concentrata sugli equilibri tra i leader, in particolare sul rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump, allo stesso tavolo durante la cena ufficiale.
Trump insiste sull’Iran
🇮🇹🇹🇷 Stunning Giorgia Meloni was the last leader to join the NATO summit dinner in Ankara
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That’s it — Trump is probably about to post photo. 😂 pic.twitter.com/rjLpk7hdSe
— NEXTA (@nexta_tv) July 7, 2026
Nelle ore precedenti alla cena, il presidente americano non ha mostrato segnali di distensione, tornando ad accusare gli alleati per il mancato sostegno sul dossier iraniano. Nel mirino, ancora una volta, anche la premier italiana: “Mi piace, è una brava persona, ma sull’Iran non ha aiutato neanche lei e questo è stato il suo errore”, ha dichiarato Trump, confermando la linea già emersa nella conferenza stampa con il presidente turco Erdogan.
La cena ufficiale e la frase di Meloni
Dopo le dichiarazioni del tycoon si è svolta la cena ufficiale tra i leader, alla quale Meloni e Trump hanno partecipato sedendo allo stesso tavolo, seppure non l’uno accanto all’altra secondo quanto trapelato. L’incontro conviviale si è svolto a porte chiuse, e non è dato sapere se i due si siano effettivamente confrontati nel corso della serata.
🇮🇹🇺🇸 | Giorgia Meloni visiblemente incómoda mientras saluda a Trump en la cumbre de la OTAN en Ankara. pic.twitter.com/3zFeIy00M8
— ʜᴇʀQʟᴇs (@herqles_es) July 8, 2026
La premier, attesa dai giornalisti in hotel al termine della cena, è stata lapidaria, limitandosi a definire i rapporti con il presidente americano come “cordiali”. Una formula che non lascia intendere un vero chiarimento tra i due. Meloni non si è nemmeno fermata a rispondere alle domande, replicando con un secco “vi ho già risposto” a chi le chiedeva se ci fosse stato un confronto diretto durante la cena.
Chi c’era al tavolo
La presidente del Consiglio è arrivata con qualche minuto di ritardo rispetto agli altri leader. Allo stesso tavolo, oltre a Meloni e Trump, sedevano il padrone di casa Recep Tayyip Erdogan, il segretario generale della Nato Mark Rutte, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz con la moglie Charlotte, e il presidente francese Emmanuel Macron con la moglie Brigitte.
Il lavoro diplomatico dietro le quinte
Poco prima della cena, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato ad Ankara insieme al titolare della Difesa Guido Crosetto, ha avuto un incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio, un segnale che, al di là degli affondi presidenziali, la collaborazione tra i due Paesi prosegue sul piano diplomatico.
Secondo quanto filtra dal governo italiano, le parole di Trump non verrebbero lette come un messaggio più conciliante, ma piuttosto come una strategia di “insistenza” nei confronti della premier, unico leader citato esplicitamente durante la conferenza stampa di Ankara. Resta dunque una certa diffidenza nei confronti del presidente americano, pur nella volontà di mantenere aperti i canali di dialogo.
La linea del non commento
La strategia di Meloni continua quindi a essere quella di non replicare direttamente agli attacchi di Trump, evitando di alimentare ulteriormente la polemica. Una linea di prudenza che il governo sembra intenzionato a mantenere anche nelle prossime ore, in attesa di comprendere quali sviluppi produrrà il vertice sul piano dei rapporti bilaterali tra Roma e Washington.