domenica, Marzo 15

Famiglia nel bosco, l’assistente sociale denuncia gli avvocati di Nathan e Cate per violenza privata

L’accusa: avvocati hanno bloccato la perizia psichiatrica con condotta ostruzionistica

Secondo la ricostruzione di Veruska D’Angelo, i legali della coppia avrebbero tenuto una condotta ostruzionistica durante una delle fasi più delicate dell’intero iter giudiziario: il momento della separazione della madre dai figli, che avrebbe dovuto essere accompagnato dallo svolgimento di una perizia psichiatrica programmata per quel giorno. L’accusa sostiene che il comportamento degli avvocati non si sia limitato alla legittima difesa tecnica, ma sia sfociato in una pressione indebita volta a bloccare l’operato dei consulenti e dei servizi sociali — impedendo di fatto lo svolgimento della perizia stessa.

La denuncia per violenza privata — reato previsto dall’articolo 610 del codice penale, che punisce chi con violenza o minaccia costringe qualcuno a fare, tollerare o omettere qualcosa — è un atto formale che la magistratura dovrà ora valutare nel merito. Per l’assistente sociale si tratta di un tentativo di ristabilire la correttezza procedurale in una vicenda in cui, secondo i servizi sociali, le pressioni esterne hanno ripetutamente ostacolato il loro mandato istituzionale.

La difesa: “Atteggiamento mai visto — tutela dello stato emotivo dei bambini”

La risposta della difesa è arrivata con tono di sconcerto genuino. L’avvocata Solinas, che assiste la famiglia, ha definito l’iniziativa dell’assistente sociale qualcosa di “mai visto prima” nell’ambito delle dinamiche giudiziarie minorili. I legali respingono ogni accusa di violenza privata, sostenendo che l’opposizione alla perizia fosse motivata dalla necessità di tutelare lo stato emotivo dei bambini e della madre in un momento di estrema fragilità psicologica — e che si trattasse quindi di legittimo esercizio del diritto di difesa.

Per la difesa, la denuncia rappresenta un tentativo di intimidire i legali della famiglia e di spostare l’attenzione dalle criticità segnalate nella gestione dei minori. I bambini si trovano attualmente ancora a Vasto, a causa della mancanza di posti nelle strutture di accoglienza inizialmente previste — un dato che la difesa presenta come ulteriore prova di una gestione istituzionale problematica.

Il futuro dei bambini: l’incognita più dolorosa

In questo clima di guerra fredda tra avvocati e servizi sociali, chi paga il prezzo più alto sono i bambini. La decisione di Nathan di accettare in parte alcune delle condizioni poste dalle istituzioni — tra cui la scuola e l’assistenza domiciliare — aveva aperto un piccolo spiraglio verso una normalizzazione dei rapporti. Ma la posizione di Cate resta più complessa e problematica, e la nuova denuncia rischia di bloccare qualsiasi tentativo di mediazione.

La magistratura si trova ora davanti a un compito difficile: valutare il merito della denuncia per violenza privata, gestire le conseguenze di uno scontro frontale che ha travalicato i confini del normale confronto processuale, e tenere al centro di tutto il benessere psicologico dei minori coinvolti. Tre bambini che, nel frattempo, attendono — lontani dalla loro casa nel bosco, lontani dai genitori, in una situazione di sospensione che dura ormai da mesi.

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