Ligabue torna a Campovolo: “Certe notti” compie 30 anni, ma è il mondo di oggi a far riflettere
Luciano Ligabue è tornato sul palco della RCF Arena di Campovolo per celebrare i 30 anni di “Certe notti”, una delle canzoni più iconiche della sua carriera. Un evento carico di emozione, ma anche di denuncia sociale, in un momento storico attraversato da conflitti, crisi climatica e tensioni internazionali. “Ho 65 anni, li ho vissuti tutti qui”, ha detto salendo sul palco. “Le mie radici sono tutto”.
“Basta massacri da Gaza all’Ucraina: i governi parlano solo di riarmo”
Il live è stato anche un’occasione per mandare un messaggio forte: pace, giustizia climatica e fine dei massacri. “Abbiamo bisogno che i massacri nel mondo finiscano”, ha detto riferendosi alle guerre in Gaza, Ucraina, Sudan e ai 56 conflitti ancora attivi. Con parole dure: “I governi ignorano il riscaldamento globale e pensano solo a finanza, PIL e riarmo”.
Leggi anche:L’Eredità, la professoressa Greta Zuccarello sparisce dallo studio: cosa è successo davvero
Leggi anche:Ranucci, addio Report? Cosa potrebbe succedere martedì secondo Dagospia
Leggi anche:È morta Rosellina Archinto, editrice di Emme Edizioni e Babalibri: aveva 93 anni
Durante il brano “Il mio nome è mai più”, Ligabue ha inserito un vecchio intervento di Roberto Benigni contro la guerra, centrato sul dramma dei bambini coinvolti nei conflitti. “È un pezzo uscito 26 anni fa, ma purtroppo ancora attuale”, ha detto visibilmente colpito.
L’AI nello show e il messaggio sul clima
Lo spettacolo ha utilizzato anche intelligenza artificiale e scenografie virtuali: nella canzone “Cosa vuoi che sia” è apparsa una Las Vegas post-apocalittica in cui scorrevano dati sul cambiamento climatico. “L’AI può arricchire il racconto se usata con coscienza”, ha spiegato, “ma i potenti devono tornare ad ascoltare il pianeta”.
Il legame con Campovolo e la corsa ai numeri
Il concerto ha anche celebrato i 20 anni dal primo Campovolo, quello del 2005: “Fu un mezzo disastro tecnico, ma non dimenticherò mai quel ‘Urlando contro il cielo’ finale”, ha ricordato. E ha lanciato una stoccata al mercato musicale di oggi: “Una canzone dura una settimana, due se sei fortunato. Serve più tempo di maturazione, non la corsa ai numeri”.
Infine, ha concluso con ironia: “Nel 2011, con la luna piena, dissi che era la notte giusta per fare figli. Qualcuno mi ha portato le prove”.