mercoledì, Luglio 15

Tensione Usa-Iran, attacco ai siti nucleari: Trump rivendica il blitz, Teheran minaccia ritorsioni

Tensione Usa-Iran, attacco ai siti nucleari: Trump rivendica il blitz, Teheran minaccia ritorsioni

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Una notte drammatica ha riacceso il fuoco del conflitto in Medio Oriente.

Con un attacco militare di vasta portata, le forze statunitensi hanno colpito tre impianti nucleari iraniani, scatenando una nuova e pericolosa fase dello scontro geopolitico tra Washington e Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il raid come una “straordinaria vittoria”, definendolo un passo decisivo per la sicurezza globale. Ma l’Iran non resta in silenzio e parla di un’azione “barbara e criminale”, avvertendo che ci saranno ripercussioni “durature”.

Trump Israele Iran

Colpiti tre siti nucleari chiave: Fordow, Natanz e Isfahan

Secondo fonti ufficiali statunitensi, l’attacco è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. I bombardieri strategici B-2 Spirit dell’aviazione americana hanno sorvolato lo spazio aereo mediorientale per sganciare sei ordigni penetranti GBU-57 contro l’impianto di Fordow, situato a sud della capitale iraniana. Contemporaneamente, 30 missili Tomahawk sono stati lanciati contro le strutture di arricchimento dell’uranio a Natanz e a Isfahan.

 

L’operazione, pianificata nei minimi dettagli da settimane, è stata realizzata in coordinamento con Israele, che avrebbe fornito assistenza logistica e garantito rotte sicure per l’ingresso dei velivoli nel territorio iraniano, attraverso corridoi nell’area sud-occidentale del paese.

Trump: “Neutralizzate le capacità nucleari iraniane”

In un discorso ufficiale dalla Casa Bianca, Donald Trump ha dichiarato che “gli impianti strategici del programma nucleare iraniano sono stati completamente distrutti”. Il presidente americano ha spiegato che l’obiettivo principale dell’azione militare era quello di “azzerare la capacità di Teheran di arricchire uranio e costruire un’arma nucleare”. Ha inoltre ammonito: “Ora l’Iran ha due opzioni: la pace o affrontare conseguenze ancora più gravi. Se sceglieranno la seconda via, gli attacchi futuri saranno molto più devastanti”.

Teheran reagisce: “Violazione del diritto internazionale”

La Repubblica Islamica dell’Iran, da parte sua, ha cercato di ridimensionare l’accaduto sul piano tecnico, affermando che gli impianti colpiti erano stati evacuati preventivamente e che non ci sono state fuoriuscite radioattive. Tuttavia, le autorità iraniane hanno condannato duramente l’offensiva, definendola una “chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e del Trattato di Non Proliferazione Nucleare”.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Stati Uniti di aver infranto il diritto internazionale e ha lanciato un duro avvertimento: “Questa aggressione non resterà impunita. Le conseguenze saranno profonde e durature. Ogni cittadino americano presente nella regione è ora un potenziale bersaglio”.

Reazioni globali: cresce il timore di un’escalation incontrollata

Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha espresso profonda preoccupazione, definendo l’attacco “una minaccia concreta alla stabilità internazionale”. Anche l’Unione Europea e numerosi Paesi arabi hanno condannato l’azione militare, temendo una pericolosa spirale di violenza. Il leader del movimento palestinese Hamas ha parlato apertamente di “atto di aggressione brutale”, affermando che potrebbe portare a una “escalation senza precedenti in tutta la regione”.

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno avviato l’evacuazione volontaria del personale diplomatico e dei cittadini americani da Israele e dai territori palestinesi, segnalando un clima di crescente allerta.

Nessuna intenzione di cambio di regime, ma monito chiaro

Fonti diplomatiche vicine alla Casa Bianca hanno riferito che gli Stati Uniti non intendono rovesciare il regime iraniano. L’operazione sarebbe stata concepita esclusivamente per interrompere il programma nucleare del paese e costringerlo a tornare al tavolo dei negoziati. Trump stesso ha confermato che non ci sono, al momento, altri attacchi in programma, ma ha sottolineato che “l’Iran è stato avvertito”.

Sul suo profilo Truth Social, il presidente ha scritto: “Questa è una giornata storica per l’America, Israele e l’intera umanità. Abbiamo finalmente agito per proteggere il mondo da una minaccia nucleare concreta”.

Allerta massima in Iran, possibile risposta asimmetrica

In seguito all’attacco, il governo iraniano ha decretato un blackout totale delle comunicazioni digitali, bloccando l’accesso a internet in vaste aree del paese. Le forze armate hanno elevato lo stato di allerta al massimo livello. Secondo fonti dell’intelligence americana, Teheran potrebbe rispondere con attacchi informatici, sabotaggi o azioni di guerriglia contro obiettivi militari e civili legati agli Stati Uniti in Medio Oriente.

I Guardiani della Rivoluzione hanno pubblicato un messaggio criptico ma inequivocabile: “La guerra è iniziata. La nostra risposta sarà memorabile”.

Verso un possibile punto di non ritorno

L’attacco contro le strutture nucleari iraniane rappresenta un cambio di paradigma nella già fragile situazione geopolitica dell’area. Con questo atto, l’amministrazione Trump spera di interrompere lo sviluppo nucleare di Teheran e forzare una nuova trattativa. Tuttavia, il rischio concreto è che l’azione inneschi una serie di reazioni a catena difficili da controllare.

 

Gli analisti internazionali parlano già di un “punto di non ritorno”, in cui una sola mossa sbagliata potrebbe trascinare l’intero Medio Oriente in un conflitto su larga scala. Gli alleati regionali degli Stati Uniti, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, stanno rafforzando le difese. Anche Israele resta in massima allerta.