Andrea Russo, la corsa disperata verso il motore dell’aereo
Una tragedia sconvolgente ha colpito l’aeroporto di Orio al Serio, a Bergamo, martedì mattina. Andrea Russo, 35 anni, ha perso la vita lanciandosi volontariamente nel motore di un aereo Volotea in fase di rullaggio. Il gesto, immortalato in un video girato da una passeggera brasiliana a bordo di un altro velivolo, ha scosso l’intero Paese.
Le immagini mostrano Russo correre sulla pista, eludendo il personale di terra, e tentare di salire su uno dei motori dell’aereo diretto a Oviedo. Dopo un primo tentativo fallito, si sposta verso l’altro motore. È lì che avviene la tragedia: il suo corpo viene risucchiato all’interno del reattore, sotto gli occhi attoniti del personale e dei passeggeri.
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Il personale prova a fermarlo, ma è troppo tardi
Nel video si vede chiaramente come alcuni operatori aeroportuali tentino di fermarlo, ma Russo è troppo veloce. Si muove con determinazione, senza esitazioni, segno che aveva pianificato il gesto. “Uno degli steward aveva intuito cosa stava per accadere”, riporta il Corriere della Sera, “e ha detto a un collega di chiudere gli occhi”. Ma il giovane non ha fatto in tempo.
Una scena agghiacciante, vissuta anche dai passeggeri a bordo dei due aerei coinvolti, che ora stanno ricevendo supporto psicologico grazie all’intervento della Sipem Sos, la Società italiana di psicologia d’emergenza.
Un precedente inquietante nello stesso aeroporto
Questa non è la prima falla nella sicurezza dell’aeroporto di Orio al Serio. Appena due mesi fa, un altro uomo era stato scoperto nascosto nel carrello di un aereo, presumibilmente dopo aver scavalcato la recinzione. Un episodio che, secondo i sindacati, era già un campanello d’allarme su possibili falle nei controlli perimetrali dello scalo.
Ora ci si interroga su come Russo sia riuscito a raggiungere la pista senza essere fermato. L’aeroporto è dotato di sistemi di sicurezza e sorveglianza, ma l’uomo li ha elusi tutti. È stata aperta un’inchiesta da parte della procura, che vuole chiarire ogni dettaglio della vicenda.
“Chiudi gli occhi”: la frase che gela il sangue
Secondo alcune testimonianze, uno degli steward presenti sulla pista, vedendo la corsa disperata dell’uomo, avrebbe urlato al collega: “Chiudi gli occhi!”. Un dettaglio che restituisce tutta l’intensità emotiva del momento e lo shock vissuto da chi ha assistito alla scena in diretta.
Andrea Russo è morto sul colpo. Era originario della provincia di Milano, e secondo fonti investigative soffriva di problemi psichici già noti alla famiglia. Nulla però lasciava presagire un gesto così estremo. La compagnia aerea e l’aeroporto hanno espresso cordoglio alla famiglia, mentre l’intero scalo bergamasco è rimasto paralizzato per ore dopo l’incidente.
Un dramma che interroga la sicurezza e il sistema sanitario
Oltre al dolore per la tragedia, emergono ora interrogativi sullo stato della sicurezza aeroportuale e sul tema della salute mentale in Italia. Come può una persona in forte disagio psicologico arrivare fin sotto a un aereo in moto senza essere fermata? E quali controlli verranno ora attivati per evitare che accada di nuovo?
Il suicidio di Andrea Russo non è solo una tragica fatalità, ma un evento che interroga istituzioni, sicurezza e società. E che resterà impresso a lungo negli occhi e nella memoria di chi era presente.
