mercoledì, Settembre 23

Flotilla attaccata da Israele: “Provocazione pro-Hamas”

Israele accusa: «È propaganda per Hamas»

La tensione intorno alla Global Sumud Flotilla cresce di ora in ora. Il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un comunicato ufficiale in cui definisce la missione «una provocazione», sostenendo che non si tratti di un’iniziativa umanitaria, ma di un’operazione di propaganda a favore di Hamas. Secondo Israele, gli organizzatori avrebbero rifiutato tre diverse proposte — tra cui una italiana e una del Vaticano — per far sbarcare gli aiuti a Cipro e trasferirli in sicurezza verso Gaza.

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«Più chiaro di così non si può: non è una missione umanitaria, ma un’iniziativa al servizio di Hamas», recita la nota ufficiale. Un messaggio che conferma la linea dura del governo guidato da Benjamin Netanyahu, intenzionato a impedire qualsiasi tentativo di rompere l’assedio su Gaza.

Tajani avverte la Flotilla

Dall’Italia arriva l’avvertimento del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intervenendo alla chiusura della festa nazionale di Forza Italia, ha dichiarato di aver parlato direttamente con la portavoce italiana della missione: «Forzare il blocco navale è pericoloso, non sappiamo cosa possa accadere». Tajani ha aggiunto di tenere costantemente informata la premier Giorgia Meloni sulla vicenda. Le sue parole, però, non contengono alcuna condanna per Israele né un sostegno esplicito agli attivisti.

Bonelli (AVS): «Il vero pericolo è l’assedio»

Durissima la replica di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra: «Il ministro Tajani parla come un padre di famiglia, ma la verità è che le navi della Flotilla sono state attaccate in acque internazionali e non rappresentano alcuna minaccia. Il vero pericolo è l’assedio che affama Gaza e ha già causato oltre 65 mila morti civili, tra cui 20 mila bambini».

Bonelli ha chiesto al governo italiano di cambiare rotta: «Meloni dovrebbe condannare e sanzionare Israele, come fatto con la Russia, e chiedere corridoi umanitari permanenti».

Barbera (PRC): «Criminalizzare la solidarietà è vergognoso»

Sulla stessa linea Giovanni Barbera, esponente del Partito della Rifondazione Comunista: «Le parole di Israele sono disumane. Trasformare la solidarietà in terrorismo, negare l’accesso agli aiuti e criminalizzare chi rompe un blocco disumano significa rivendicare il diritto di affamare un popolo».

Barbera ha chiesto un intervento immediato del governo italiano: «Il nostro Paese non può restare complice. Servono protezione per la Flotilla e una presa di posizione netta contro l’assedio».

Una missione che va avanti

Nonostante le accuse e le minacce, la Flotilla non si ferma. Decine di imbarcazioni con a bordo delegazioni provenienti da 44 Paesi continuano la rotta verso Gaza. L’obiettivo dichiarato è rompere simbolicamente, ma anche concretamente, il blocco israeliano, e denunciare il sostegno che governi europei garantiscono a Israele nonostante le accuse di crimini di guerra.