mercoledì, Luglio 29

Gaza, c’è l’intesa Israele-Hamas: firmata la bozza dell’accordo. Scontri dopo l’accordo

Caos a Gaza poche ore dopo la firma dell’accordo di pace

Roma, 9 ottobre 2025 – Appena poche ore dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Israele e Hamas, firmato al Cairo sotto la mediazione di Donald Trump con Qatar, Egitto e Turchia, la situazione nella Striscia di Gaza è precipitata di nuovo nel caos. Secondo fonti locali e media israeliani, scontri violenti sono scoppiati tra cellule di Hamas e membri della famiglia Abu Warda, considerata vicina a una fazione dissidente del movimento islamista.

Le violente schermaglie si sono verificate nell’area portuale di Gaza, dove – secondo le prime ricostruzioni – almeno cinque persone sarebbero rimaste uccise, tra cui tre militanti di Hamas e due membri del clan rivale. Decine di sfollati sarebbero rimasti feriti nel corso degli scontri, che proseguono da ore. “È un bagno di sangue, le fazioni si accusano a vicenda di tradimento”, riferisce una fonte locale citata da Times of Israel.

Raid israeliani e nuove esplosioni nella notte

Parallelamente, la Protezione civile di Gaza ha segnalato nuovi raid israeliani sporadici su alcune zone della Striscia, nonostante l’annuncio del cessate il fuoco. Le esplosioni sarebbero avvenute nel nord di Gaza City e nella zona di Khan Yunis. Testimoni locali parlano di “attacchi isolati ma molto intensi”.

Secondo un portavoce dell’Idf, l’esercito israeliano “resta pienamente operativo e pronto a ogni scenario” fino all’entrata effettiva in vigore dell’accordo. “Le nostre forze agiranno con responsabilità, ma la sicurezza dei cittadini israeliani è la priorità”, ha precisato il generale Eyal Zamir.

Trump invita alla calma: “Le tensioni non devono rovinare la pace”

Dagli Stati Uniti, Donald Trump ha invitato entrambe le parti a rispettare i termini dell’intesa: “Le tensioni non devono rovinare un momento storico per il Medio Oriente”, ha dichiarato in collegamento con Fox News. Il presidente americano ha ribadito che gli ostaggi israeliani saranno liberati entro lunedì e che gli Stati Uniti monitoreranno la situazione “ora per ora”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la pace “più vicina che mai” ma ha invitato alla prudenza: “Non basta una firma a garantire la fine della guerra, servirà lavoro diplomatico e responsabilità”.

La tregua traballa: disarmo e divisioni interne tra i nodi irrisolti

Secondo Abc News, i negoziati di Sharm el-Sheikh non hanno risolto la questione del disarmo di Hamas né la definizione del futuro governo della Striscia. La leadership del movimento islamista sarebbe divisa tra chi sostiene l’accordo e chi lo considera “una resa”. Il portavoce di Hamas, Abu Obaida, ha avvertito: “Israele dovrà rispettare ogni punto dell’intesa, altrimenti la tregua finirà prima di cominciare”.

Le prossime ore saranno decisive per capire se la fragile pace reggerà o se Gaza tornerà nel vortice della violenza. Sul campo, la popolazione civile resta in bilico tra speranza e paura: “Non sappiamo se festeggiare o fuggire”, racconta un testimone a Al Jazeera.