Il caso Garlasco continua a produrre colpi di scena e nuove ombre, con dichiarazioni che alimentano ulteriormente un quadro già complesso. Ospite a “Dritto e Rovescio”, l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha rilasciato considerazioni destinate a innescare un nuovo terremoto mediatico e giudiziario. Le sue parole, pronunciate durante l’intervista con Paolo Del Debbio, hanno puntato l’attenzione su un elemento che potrebbe cambiare radicalmente la prospettiva dell’inchiesta.
Lo scontrino che può ribaltare tutto

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De Rensis ha parlato di indagini “tradizionali” che, a suo avviso, sarebbero pronte a fornire risposte molto solide. Ma il punto centrale della sua analisi è uno: lo scontrino attribuito ad Andrea Sempio, attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo l’avvocato, quel documento è cruciale.
Se fosse confermato come autentico e riconducibile a Sempio, rafforzerebbe la sua versione dei fatti. Ma se risultasse falso o non attribuibile all’indagato, l’effetto sarebbe esplosivo.
«Non è un boomerang, è un missile», ha dichiarato il legale, spiegando che un eventuale errore o incongruenza sull’alibi rischierebbe di avere conseguenze pesantissime. «Nel momento in cui io giustifico il fatto di essere in un posto mentre viene commesso un reato, quello è un alibi», ha aggiunto, lasciando intendere che la verifica di quello scontrino rappresenterà un passaggio determinante.
L’audizione dell’avvocato Lovati e i dubbi sui compensi

A muovere ulteriormente le acque è stato anche il lungo interrogatorio in Procura dell’avvocato Massimo Lovati, ex legale di Sempio. L’audizione di quattro ore a Brescia ha alimentato nuove domande. De Rensis ha commentato una dichiarazione che, se confermata, potrebbe avere un peso significativo.
Secondo quanto riferito, Lovati avrebbe affermato di aver compreso che altri colleghi, a differenza di quanto dichiarato pubblicamente nelle scorse settimane, avrebbero effettivamente percepito dei compensi. Una rivelazione che, secondo De Rensis, merita attenzione ma necessita di verifiche rigorose per evitare interpretazioni fuorvianti. «Magari l’avvocato Lovati si è sbagliato», ha specificato, invitando alla prudenza.
I riflessi mediatici e i prossimi passi
De Rensis ha concluso sottolineando come l’esposizione mediatica del caso abbia rappresentato una forma di compensazione per alcuni professionisti coinvolti, lasciando intendere che ulteriori dettagli potrebbero emergere a breve. Il legale ha invitato a attendere l’esito delle verifiche in corso, convinto che i prossimi sviluppi possano portare elementi determinanti per ricostruire finalmente ciò che accadde nel 2007.
Il caso Garlasco continua dunque a oscillare tra rivelazioni, sospetti e conferme parziali. Con l’attenzione mediatica più alta che mai, resta da capire se questo “missile” annunciato da De Rensis sarà davvero in grado di cambiare il destino dell’inchiesta o se si tratta solo dell’ennesimo colpo di scena in una vicenda che sembra non trovare mai una conclusione definitiva.