sabato, Luglio 18

Caso Garlasco, il Riesame annulla il sequestro dei dispositivi all’ex procuratore Venditti: cosa cambia ora

Nuovo ribaltamento nel complesso puzzle giudiziario del caso Garlasco. Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il sequestro dei dispositivi informatici dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari. Secondo gli inquirenti, nel 2017 avrebbe favorito l’archiviazione di Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Si tratta del secondo annullamento ottenuto dalla difesa — rappresentata dall’avvocato Domenico Aiello — dopo il provvedimento del 17 ottobre. Il sequestro, eseguito il 26 settembre, riguardava undici dispositivi tra computer, telefoni e hard disk.

Leggi anche:Paolo Belli, il desiderio dopo la tragedia: “Vorrebbe incontrare la famiglia di Alessandro Magnani”

Leggi anche:Garlasco, parla l’ex fidanzata di Andrea Sempio a Quarto Grado: “Mai stato violento, nessuna paura di lui”

Leggi anche:Tragico schianto frontale sull’Adriatica: muore una donna di 35 anni, due feriti

Cosa ha deciso il Riesame

Nel dispositivo, il Riesame ha stabilito di «annullare il sequestro probatorio» disposto dalla Procura il 24 ottobre e di «ordinare la restituzione dei beni sequestrati». La decisione riguarda anche gli ex carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, non indagati ma coinvolti nei sequestri.

Per Venditti, però, il ritorno dei dispositivi non sarà immediato: restano infatti bloccati dall’incidente probatorio già in corso, che prevede l’analisi del materiale tramite ricerca per parole chiave.

Il sospetto degli inquirenti: 11 anni di dati sotto la lente

La Procura di Brescia, competente nei casi che coinvolgono magistrati del distretto pavese, sostiene che nel cellulare dell’ex pm siano presenti «elementi utili alla prova del reato». Tuttavia, finora non sono state indicate parole chiave specifiche, preferendo una ricerca ampia e a 360 gradi.

L’obiettivo è ricostruire eventuali rapporti anomali tra investigatori e famiglia Sempio, eventuali intermediari e possibili passaggi di denaro. L’accesso richiesto copre undici anni di dati: email, chat, foto e conversazioni eliminate.

Il ruolo degli altri indagati

Oltre a Venditti, risulta indagato anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea, nei panni di presunto corruttore. Spoto e Sapone, non indagati, potranno riavere i loro dispositivi grazie alla decisione del Riesame.

Tensioni e polemiche nella sala giudiziaria

Non manca il fronte polemico. L’avvocato Aiello aveva criticato duramente l’assenza dei pm all’udienza, definendo il loro comportamento «farisaico». La risposta della Procura non si è fatta attendere: il procuratore generale Guido Rispoli e il procuratore capo Francesco Prete hanno bollato le accuse come «sopra le righe».

Secondo i vertici, il pubblico ministero ha un vincolo disciplinare che gli impedisce di commentare le indagini, e il confronto processuale deve essere guidato da rispetto e continenza.

La difesa al contrattacco

Aiello ha ribattuto sostenendo che «falsità e approssimazioni non dovrebbero diventare terreno di attacchi senza precedenti» contro un magistrato con 44 anni di carriera. Una tensione che mostra quanto il caso Garlasco resti ancora oggi un nervo scoperto nella giustizia italiana.

Ora si attendono le motivazioni del Riesame. Non è escluso che la Procura possa valutare un ricorso in Cassazione, dando vita a un nuovo capitolo di una vicenda che continua a riaprirsi — e a far discutere — dopo oltre quindici anni.