Non è servito neppure un pomeriggio per trasformare la festa del “campo largo” in un nuovo scontro interno. Appena concluse le elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, Pd e Movimento 5 Stelle hanno dato vita a una rissa politica immediata, segno che la competizione interna resta tutt’altro che sopita.
L’euforia del Pd accende la miccia

A innescare la polemica è stata l’euforia mostrata dal Partito Democratico dopo il 3-3 complessivo delle ultime sei elezioni regionali (Abruzzo, Calabria, Toscana, più Campania, Puglia e Veneto). Un “pareggio” che però non modifica gli equilibri nazionali, né compensa il tonfo in Veneto.
Nonostante questo, il responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, ha adottato toni trionfali che non sono piaciuti agli alleati.
“Abbiamo detto che i conti si dovevano fare alla fine. C’è una vittoria schiacciante in Puglia, una vittoria larga in Campania e in Veneto, dove partivamo dal 17%, siamo oltre il 30. Il dato politico di fondo è presto detto, il governo aveva puntato molto sulle elezioni in Campania e la sconfitta è stata netta.”
Taruffi ha poi rilanciato numeri nazionali, suscitando ulteriore irritazione nel M5S: “Ha perso il governo e ha vinto non solo il campo largo ma un’idea di alternativa che nel Paese c’è. Se mettiamo insieme il voto delle ultime 10 elezioni regionali, il Pd è il primo partito con 2 milioni e 200 mila voti e Fratelli d’Italia si ferma a un milione e 700 mila. Il centrosinistra è davanti al centrodestra.”
E infine: “Su 13 Regioni si partiva da 9 a 4, finiamo 7 a 6.”















