sabato, Luglio 4

Zelensky a Natale: “Un sogno condiviso dagli ucraini”. Poi l’appello per la pace

Un messaggio carico di tensione, simboli e parole destinate a far discutere. Alla vigilia di Natale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato al Paese in uno dei momenti più delicati dall’inizio dell’invasione russa, alternando toni duri contro Mosca a un appello finale alla pace.

Nel suo discorso, Zelensky ha ricordato che il Natale arriva ancora una volta in un contesto di guerra, con milioni di ucraini lontani dalle proprie case, molti al fronte e altri costretti all’esilio. “Non tutti sono a casa, non tutti hanno una casa, non tutti sono con noi questa sera”, ha detto, sottolineando però che la Russia non è riuscita a colpire ciò che per Kiev conta di più: l’unità nazionale.

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Le parole più dure contro Mosca

Nel passaggio più forte del discorso, Zelensky ha evocato quello che ha definito un “sogno condiviso” dagli ucraini, facendo riferimento alla fine del leader russo senza citarlo esplicitamente per nome. Un’espressione che ha immediatamente attirato l’attenzione internazionale per il suo tono diretto e simbolico.

Subito dopo, però, il presidente ha precisato il senso politico e spirituale delle sue parole, spiegando che quando ci si rivolge a Dio si chiede “qualcosa di più grande”: la pace per l’Ucraina. “Lottiamo per essa, preghiamo per essa e la meritiamo”, ha aggiunto.

Il ricordo dei soldati e dei prigionieri

Zelensky ha dedicato un ampio passaggio del suo intervento ai soldati impegnati al fronte, esprimendo l’auspicio che possano tornare vivi. Un pensiero è andato anche ai prigionieri di guerra, con la speranza di un loro rientro a casa, e ai caduti che hanno difeso il Paese “al prezzo della propria vita”.

Nel discorso non è mancato il riferimento agli ucraini che vivono sotto occupazione o che sono stati costretti alla fuga, ribadendo che chi continua a sentirsi parte dell’Ucraina non sarà mai abbandonato.

Natale il 25 dicembre e scelta simbolica

Quello celebrato oggi è il terzo Natale che l’Ucraina festeggia il 25 dicembre secondo il calendario gregoriano, in linea con l’Occidente. Una decisione presa due anni fa con l’abbandono del calendario giuliano, ancora seguito da molte Chiese ortodosse, tra cui quella russa. Una scelta dal forte valore identitario e politico.

I negoziati e il contatto con gli Stati Uniti

Nel corso della giornata, Zelensky ha anche confermato che Kiev resta in costante contatto con gli Stati Uniti e che l’Ucraina non intende essere un ostacolo alla pace. Il presidente ha dichiarato di attendere una risposta di Mosca all’ultima versione della proposta di accordo elaborata con Washington.

Il piano prevede, tra i vari punti, il congelamento del fronte lungo le linee attuali, l’avvio di discussioni su zone demilitarizzate e l’organizzazione di elezioni presidenziali dopo la firma di un eventuale accordo. Restano però divergenze su temi chiave come i territori occupati e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Un Natale tra guerra e diplomazia

Il messaggio di Zelensky si inserisce in un Natale segnato da combattimenti ancora in corso, ma anche da un’intensa attività diplomatica. Tra parole durissime contro Mosca e aperture al dialogo, il presidente ucraino ha scelto di ribadire un concetto centrale: l’Ucraina continua a resistere, a negoziare e a rivendicare il proprio futuro.