domenica, Luglio 5

Madre e figlia morte intossicate a Natale: emergono nuovi sospetti sulle cause dell’avvelenamento

Un Natale che doveva essere come tanti altri si è trasformato in una tragedia senza spiegazioni immediate. A Pietracatella, in provincia di Campobasso, una madre di 50 anni e la figlia di 15 sono morte dopo essersi sentite improvvisamente male, lasciando una famiglia distrutta e una comunità sotto shock.

Le due donne avevano trascorso la vigilia in casa, senza particolari segnali di allarme. Poi, nel giro di poche ore, il malessere si è aggravato fino a rendere necessario il ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove entrambe sono decedute. L’autopsia, fissata per il 31 dicembre, dovrà chiarire le cause precise del doppio decesso.

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L’inchiesta e i primi indagati

L’autorità giudiziaria ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto accaduto. Al momento risultano indagati tre medici dell’ospedale Cardarelli e due dottori della guardia medica, con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire l’intera gestione sanitaria, in particolare i due accessi al pronto soccorso effettuati dalla ragazza prima della morte.

Secondo la Procura, sarà fondamentale verificare se i sintomi siano stati sottovalutati o se vi siano state criticità nell’applicazione dei protocolli diagnostici, considerata la complessità del quadro clinico.

Il padre ricoverato, la sorella illesa

Anche il padre della ragazza è stato colpito da una forma di intossicazione, ma le sue condizioni sono considerate stabili. È attualmente ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma. La figlia maggiore, che non avrebbe partecipato al pasto familiare, è stata invece ricoverata solo in via precauzionale e non ha mai manifestato sintomi.

Gli alimenti sotto esame

Nel frattempo, la polizia è tornata nell’abitazione della famiglia per effettuare nuovi sopralluoghi. Sono sotto esame gli alimenti consumati il 24 dicembre, tra cui pesce, molluschi, baccalà e funghi confezionati. Tutti i prodotti risultavano apparentemente regolari e certificati, ma verranno sottoposti ad analisi approfondite.

Tra le ipotesi investigative c’è anche quella di una possibile contaminazione accidentale di farine. In un mulino riconducibile a parenti del padre, mesi prima, sarebbe stata effettuata una disinfestazione contro i roditori. Gli inquirenti non escludono, con la massima cautela, un contatto con sostanze tossiche.

Le parole dell’Asl e le attese

Sulla vicenda è intervenuta anche l’azienda sanitaria regionale, parlando di una tossinfezione di natura ancora sconosciuta, potenzialmente alimentare o chimica. Secondo quanto riferito, le dimissioni iniziali dal pronto soccorso sarebbero avvenute perché i sintomi apparivano aspecifici e non indicativi di un quadro grave.

Ora si attendono gli esiti degli esami autoptici e tossicologici per comprendere cosa abbia provocato una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità e che lascia, al momento, solo domande senza risposta.