Un dettaglio apparentemente banale, una parola fuori posto in un messaggio quotidiano, è diventato uno degli snodi centrali dell’inchiesta sull’omicidio di Federica Torzullo, la funzionaria delle Poste scomparsa l’8 gennaio dalla villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia.
Un sms inviato dal suo telefono la mattina successiva ha sollevato i primi sospetti degli inquirenti, incrinando in modo decisivo la versione fornita dal marito Claudio Carlomagno, oggi in carcere con l’accusa di omicidio aggravato.
Il messaggio riguarda la colazione del figlio di dieci anni. Un tema familiare, quotidiano, che però si è trasformato in un elemento chiave per ricostruire cosa stesse realmente accadendo in quelle ore. Federica, descritta dai familiari come una donna precisa e attenta, conosceva perfettamente le abitudini della madre e del figlio. Proprio per questo, quella risposta ha iniziato a non tornare.
L’sms inviato dal cellulare di Federica la mattina del 9 gennaio

La sera dell’8 gennaio Federica aveva parlato con la madre Roberta spiegandole come preparare l’impasto delle crêpes per la colazione del nipote, che quella notte dormiva dai nonni. Alle 7.33 del mattino del 9 gennaio, Roberta scrive via WhatsApp chiedendo cosa mettere dentro le crêpes. La risposta arriva alle 7.55: “Nutella”.
La nonna replica subito, sorpresa: “Non ce l’ho, non l’ho mai comprata”. A quel punto arriva una correzione: “Marmellata”. Quando Roberta spiega di aver scelto la solita colazione, l’ultimo messaggio chiude lo scambio con un semplice “Ok”, inviato poco dopo le 8.00. Un dialogo breve, apparentemente normale, che però ha acceso immediatamente i dubbi.
Quel dettaglio che Federica non avrebbe mai sbagliato
Secondo gli investigatori, Federica conosceva perfettamente le regole alimentari della madre: la Nutella non entrava in quella casa. Proprio questo particolare ha fatto scattare l’allarme. Per chi la conosceva, quella risposta non poteva essere stata scritta da lei. Un dettaglio minimo, ma incompatibile con le abitudini consolidate della famiglia.
Nel frattempo, il cellulare continuava ad agganciare la cella della casa. Ma, secondo la ricostruzione dell’accusa, Federica era già morta. Gli inquirenti ritengono che l’uccisione sia avvenuta la sera precedente, al termine di una lite violenta. Tracce di sangue sono state trovate nel soggiorno dell’abitazione e sull’auto del marito.
Il tentativo di simulare normalità e la scoperta del corpo
Per la Procura, Claudio Carlomagno avrebbe tentato di simulare una normale routine familiare utilizzando il telefono della moglie per inviare quei messaggi, così da far credere che fosse ancora viva. Un tentativo che però si è rivelato controproducente: non conoscendo fino in fondo le abitudini alimentari del figlio e le rigidità della suocera, l’uomo avrebbe commesso un errore decisivo.
Dieci giorni dopo, il 18 gennaio, il corpo di Federica Torzullo è stato ritrovato nella ditta di famiglia del marito. Era stato sepolto in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperto da rovi. Il riconoscimento è avvenuto successivamente all’obitorio. Quel messaggio sulla Nutella, inviato la mattina del 9 gennaio, resta uno dei passaggi chiave che hanno portato al crollo dell’alibi e all’arresto del marito.
















