domenica, Agosto 2

Torino a ferro e fuoco per Askatasuna: poliziotto aggredito, scontri e feriti durante il corteo

Una giornata di manifestazione si è trasformata in guerriglia urbana nel cuore di Torino. Durante il corteo per la riapertura del centro sociale Askatasuna, un agente di polizia è stato circondato e brutalmente aggredito da un gruppo di manifestanti in corso Regina Margherita, nei pressi del Campus universitario Luigi Einaudi.

Secondo quanto ricostruito, il poliziotto è stato affrontato da almeno dieci persone, alcune dotate di scudi artigianali e una armata di martello. L’aggressione si è interrotta solo grazie all’intervento di un collega. Le immagini, rapidamente diffuse sui social, mostrano uno dei momenti più violenti della giornata.

Un’ora di scontri tra corso Regina e il Campus Einaudi

Torino, corteo per Askatasuna degenera in guerriglia: poliziotto aggredito, scontri, feriti e attacco ai giornalisti durante la manifestazione.

Tra le 18.30 e le 19.30 l’area attorno all’ex sede di Askatasuna è stata teatro di scontri continui. Alcuni gruppi hanno improvvisamente estratto scudi improvvisati, dando inizio agli attacchi contro le forze dell’ordine.

In pochi minuti la situazione è precipitata: cassonetti incendiati, lanci di pietre, fumogeni, petardi e bombe carta hanno trasformato la zona in un campo di battaglia. Barricate con bidoni dei rifiuti sono state erette lungo corso Regina Margherita e un’auto è stata data alle fiamme.

Altri manifestanti si sono staccati dal corteo principale raggiungendo il Campus Einaudi, lungo il fiume Dora, dove sono stati lanciati fuochi d’artificio contro gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni.

Aggredita anche una troupe Rai

Nel corso dei disordini è stata presa di mira anche una troupe della Rai impegnata nelle riprese del programma Far West. La giornalista Bianca Leonardi e il suo filmmaker sono stati aggrediti, minacciati e costretti ad allontanarsi, mentre venivano lanciati sassi e danneggiata l’attrezzatura.

In una nota ufficiale, la Rai ha condannato l’episodio definendolo un attacco violento e organizzato contro il diritto di informare, esprimendo solidarietà ai colleghi coinvolti.

Dalla manifestazione alla degenerazione

Alla protesta hanno partecipato migliaia di persone arrivate da tutta Italia e anche dall’estero. Nel pomeriggio erano partiti tre cortei distinti, con concentramenti in piazza XVIII Dicembre, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, poi confluiti in piazza Vittorio.

La situazione è degenerata poco dopo le 17, quando alcuni manifestanti hanno tentato di raggiungere l’ex sede del centro sociale, forzando i cordoni di sicurezza. Da quel momento sono iniziati scontri diffusi, con l’uso di idranti e lacrimogeni.

Feriti, interventi e città blindata

Durante i disordini almeno due manifestanti sono stati portati via dalle forze dell’ordine. Si registrano diversi feriti, tra cui un giornalista colpito a una gamba da una pietra. In molte zone del quartiere Vanchiglia e del centro storico numerosi negozi hanno abbassato le serrande per precauzione.

In serata, con il ritiro dei gruppi più violenti da corso Regina Margherita, la situazione è gradualmente rientrata, lasciando però un bilancio pesante di violenze e tensioni.

Le reazioni istituzionali

Guerriglia urbana torino: cosa è successo davvero oggi

Durissima la condanna del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di “vigliacco e infame pestaggio” ai danni dell’agente, annunciando nuove misure contro chi sfrutta le manifestazioni per compiere atti violenti.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che “lo Stato non arretra di fronte alla violenza”, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso solidarietà agli agenti feriti attraverso una telefonata al ministro dell’Interno.

Quanto accaduto a Torino segna una delle giornate più gravi degli ultimi mesi sul fronte dell’ordine pubblico, riaccendendo il dibattito sul confine tra protesta e violenza organizzata.