sabato, Giugno 27

Manovra 2026, pensioni più alte da marzo: arretrati e nuove aliquote

Le prime conseguenze concrete della Manovra 2026 si vedranno nel cedolino di marzo. L’Inps ha confermato l’avvio degli adeguamenti relativi al ricalcolo delle pensioni e delle maggiorazioni sociali previste dalla legge di bilancio, con effetti diretti sugli importi netti percepiti dai beneficiari.

Per milioni di pensionati si tratta del momento in cui le modifiche annunciate nei mesi scorsi diventano operative, sia sul piano fiscale sia su quello degli importi aggiuntivi destinati alle fasce più fragili.

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pensioni inps

Conguagli e arretrati nel cedolino di marzo

Poiché le nuove disposizioni sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2026, ma necessitavano di adeguamenti tecnici nei sistemi di calcolo, il mese di marzo includerà anche gli arretrati relativi a gennaio e febbraio.

Il pagamento sarà quindi più elevato rispetto a quello ordinario, sommando l’importo aggiornato del mese corrente alle somme non ancora corrisposte nei primi due mesi dell’anno.

Taglio dell’Irpef per lo scaglione 28-50mila euro

Tra le novità più rilevanti figura la riduzione della seconda aliquota Irpef, che passa dal 35% al 33%. La misura interessa i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro e comporta un alleggerimento del carico fiscale pari a due punti percentuali.

Il beneficio si traduce in un incremento diretto dell’importo netto percepito, incidendo non solo sulle pensioni ma anche sulle prestazioni collegate alla cessazione dell’attività lavorativa.

Maggiorazioni sociali più robuste

Parallelamente all’intervento fiscale, la manovra rafforza le maggiorazioni sociali destinate ai pensionati con assegni più bassi. L’aumento assume carattere strutturale e non temporaneo.

I principali destinatari sono gli over 70 e i cittadini maggiorenni riconosciuti invalidi civili totali. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare in modo stabile il potere d’acquisto delle categorie più esposte all’aumento del costo della vita.

Adeguamento automatico senza domande

L’Inps ha precisato che l’aggiornamento degli importi avverrà automaticamente, senza necessità di presentare richieste. I ricalcoli verranno effettuati sulla base dei dati reddituali e anagrafici già presenti negli archivi dell’ente.

La complessità dell’operazione riguarda la gestione dei conguagli su un’ampia platea di beneficiari, ma l’istituto assicura che le procedure sono state predisposte per rispettare le tempistiche previste.

Impatto sulla platea dei pensionati

L’effetto combinato tra riduzione dell’Irpef e incremento delle maggiorazioni sociali produce un miglioramento differenziato a seconda del livello di reddito e della situazione personale del beneficiario.

Per alcuni si tratterà di un aumento contenuto ma stabile nel tempo; per altri, soprattutto nelle fasce più basse, l’intervento potrebbe rappresentare un sostegno più significativo in termini di liquidità mensile.

Marzo segna dunque il primo banco di prova concreto della Manovra 2026 sul fronte previdenziale, con effetti che continueranno a dispiegarsi nel corso dell’anno.

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