Il Festival di Sanremo 2026 arriva per la prima volta al Quirinale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto i protagonisti della kermesse musicale, tra cui Laura Pausini, che nelle ultime settimane è stata al centro di polemiche per la sua interpretazione dell’Inno di Mameli durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

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Ai microfoni di Enrico Lucci, la cantante ha affrontato sia il tema politico sia le critiche ricevute, ribadendo una posizione netta: non ama dichiararsi politicamente e rivendica il diritto alla libertà personale.
«Non mi dichiaro politicamente»
Alla domanda provocatoria sulla presunta appartenenza politica degli artisti, Pausini ha risposto senza esitazioni:
«Non mi chiedete cose di politica perché in una nazione pensano che io sia fascista, in un’altra che sia comunista, in un’altra ancora che sia non so cosa».
La cantante ha spiegato che non si sente in grado, né emotivamente né culturalmente, di seguire un partito politico in modo strutturato:
«Non sono dichiarata politicamente perché non sono in grado di gestire quello che significa seguire un partito».
Un’affermazione che non rappresenta disimpegno, ma piuttosto una scelta di equilibrio. Pausini ha infatti ribadito un principio fondamentale:
«Per fortuna siamo un Paese democratico e ognuno può pensare quello che vuole».
La sorpresa dei partecipanti della 76ª edizione del Festival di Sanremo al Presidente Mattarella pic.twitter.com/ubgd8ISKuo
— Quirinale (@Quirinale) February 13, 2026
Le critiche sull’Inno di Mameli
La polemica nasce dalla sua interpretazione dell’Inno di Mameli alle Olimpiadi Invernali, una versione personale che ha diviso l’opinione pubblica tra apprezzamenti e critiche.
Alcuni utenti sui social hanno contestato le variazioni vocali apportate alla melodia ufficiale, ritenendole eccessive. Altri hanno invece difeso la scelta artistica, sottolineando il talento e la caratura internazionale della cantante.
In sua difesa è intervenuto Vasco Rossi, che su Instagram ha scritto:
«Laura Pausini ha cantato l’Inno Nazionale in modo impeccabile. Le variazioni vocali sono consentite dal suo talento. Aveva il diritto e il dovere di farle».
Parole forti, concluse con un commento diretto e senza filtri che ha fatto il giro dei social.
Laura Pausini, dal canto suo, ha chiarito di non essere rimasta scossa dalle critiche:
«Mi interessano le persone alle quali credo, che sono Vasco Rossi e Celine Dion».
L’incontro con Mattarella
Durante la visita al Quirinale, la cantante ha voluto ringraziare pubblicamente il Presidente della Repubblica per aver riconosciuto il valore della musica pop italiana come parte integrante del patrimonio culturale del Paese.
«Volevo ringraziarla a nome di tutti noi cantanti. Non sempre veniamo riconosciuti come parte della cultura italiana. Noi facciamo musica, non facciamo guerra», ha dichiarato.
Mattarella ha risposto sottolineando che anche le attività considerate spesso come semplice intrattenimento hanno un ruolo importante nella vita culturale della nazione:
«È così anche per la musica leggera, è un grande contributo al patrimonio culturale del nostro Paese».
Sanremo tra musica e polemiche
L’episodio conferma quanto il Festival di Sanremo sia sempre più uno spazio in cui musica, politica e dibattito pubblico si intrecciano inevitabilmente.
Laura Pausini ha scelto di restare nel suo campo: quello artistico. Senza schieramenti, ma con una posizione chiara sulla libertà di espressione e sul diritto degli artisti di interpretare la musica secondo la propria sensibilità.
In un clima spesso polarizzato, la cantante ha rivendicato la centralità della musica come strumento di unione e non di divisione.