L’annuncio di Israele: “Rimuovere le minacce”

A confermare l’operazione è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha parlato di un’azione militare finalizzata a “rimuovere le minacce nei confronti di Israele”. Contestualmente è stato dichiarato lo stato di emergenza immediato in tutto il territorio israeliano.
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Secondo fonti della sicurezza citate dai media, l’attacco sarebbe stato condotto in coordinamento con Washington. Le sirene hanno risuonato in diverse città israeliane, mentre il Comando del Fronte Interno ha invitato i civili a restare vicino ai rifugi antiaerei, pur precisando che al momento non è stato ordinato di restare negli spazi protetti.
Esplosioni a Teheran e trasferimento di Khamenei
Le agenzie iraniane Fars e Tasnim hanno riferito di diverse esplosioni nel centro di Teheran, inclusa l’area di Seyed Khandan. Secondo quanto riportato da Reuters, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata trasferita in un luogo sicuro fuori dalla capitale.
L’Associated Press ha indicato che almeno uno degli attacchi avrebbe colpito una zona dove si trovano uffici legati alla leadership iraniana. Al momento non è chiaro il bilancio dei danni né l’eventuale numero di vittime.
Spazio aereo chiuso e allerta internazionale
Il ministro dei Trasporti israeliano Miri Regev ha ordinato la chiusura dello spazio aereo civile. Le autorità hanno invitato la popolazione a non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso.
Nei giorni precedenti, diversi Paesi – tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Canada, India, Giappone e Cina – avevano già invitato i propri cittadini a lasciare l’area mediorientale. Il Dipartimento di Stato americano aveva disposto l’evacuazione del personale non essenziale dalle sedi diplomatiche in Israele e Libano, un segnale interpretato da molti osservatori come indicatore di un’azione militare imminente.
Scenario regionale ad altissima tensione
L’operazione rischia ora di innescare una rapida escalation regionale, con possibili ripercussioni su Libano, Siria e sul Golfo Persico. Le autorità israeliane hanno parlato di “allerta proattiva” in vista di eventuali lanci missilistici contro il proprio territorio.
La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione, mentre le diplomazie occidentali monitorano la sicurezza dei connazionali presenti nell’area. Nelle prossime ore si attendono eventuali dichiarazioni ufficiali da parte di Teheran.