sabato, Febbraio 28

Attacco preventivo Usa-Israele contro l’Iran: esplosioni a Teheran, Khamenei trasferito

Nuova, drammatica escalation in Medio Oriente. Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, Israele ha annunciato di aver lanciato un attacco preventivo contro l’Iran, in un’operazione definita congiunta con gli Stati Uniti. Poco dopo l’annuncio ufficiale, sono state segnalate esplosioni nel centro di Teheran e in altre aree del Paese.

L’annuncio di Israele: “Rimuovere le minacce”

A confermare l’operazione è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha parlato di un’azione militare finalizzata a “rimuovere le minacce nei confronti di Israele”. Contestualmente è stato dichiarato lo stato di emergenza immediato in tutto il territorio israeliano.

Secondo fonti della sicurezza citate dai media, l’attacco sarebbe stato condotto in coordinamento con Washington. Le sirene hanno risuonato in diverse città israeliane, mentre il Comando del Fronte Interno ha invitato i civili a restare vicino ai rifugi antiaerei, pur precisando che al momento non è stato ordinato di restare negli spazi protetti.

Esplosioni a Teheran e trasferimento di Khamenei

Le agenzie iraniane Fars e Tasnim hanno riferito di diverse esplosioni nel centro di Teheran, inclusa l’area di Seyed Khandan. Secondo quanto riportato da Reuters, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata trasferita in un luogo sicuro fuori dalla capitale.

L’Associated Press ha indicato che almeno uno degli attacchi avrebbe colpito una zona dove si trovano uffici legati alla leadership iraniana. Al momento non è chiaro il bilancio dei danni né l’eventuale numero di vittime.

Spazio aereo chiuso e allerta internazionale

Il ministro dei Trasporti israeliano Miri Regev ha ordinato la chiusura dello spazio aereo civile. Le autorità hanno invitato la popolazione a non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso.

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