Drone sulla base britannica di Akrotiri

Il ministero della Difesa del Regno Unito ha confermato che un drone ha colpito la base di Akrotiri, una delle principali installazioni militari britanniche nel Mediterraneo orientale. Non risultano vittime, ma si registrano lievi danni alla struttura.
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L’episodio segna un ulteriore ampliamento del teatro di guerra, con il coinvolgimento diretto di un’infrastruttura europea in un conflitto che fino a pochi giorni fa era concentrato tra Iran e Israele.
Hezbollah attacca Haifa, Israele risponde
Pochi minuti dopo l’attacco a Cipro, Hezbollah ha rivendicato il lancio di missili e droni verso Haifa, nel nord di Israele, definendolo una rappresaglia per l’uccisione di Ali Khamenei. Le sirene sono risuonate in diverse città del nord, mentre i sistemi di difesa sono entrati in funzione.
L’Idf ha reagito con raid su Beirut, in particolare nella periferia sud considerata roccaforte del movimento sciita. Le autorità libanesi parlano di decine di vittime e centinaia di feriti tra Beirut e il sud del Paese.
Escalation nel Golfo e nuove minacce
La notte è stata segnata anche da esplosioni a Tel Aviv, Gerusalemme, Abu Dhabi, Doha e Dubai. I media iraniani parlano di nuove ondate di missili contro basi statunitensi nella regione, compresa quella in Bahrein che ospita la Quinta Flotta americana.
Secondo l’agenzia Tasnim, un caccia americano F-35 sarebbe stato abbattuto nei cieli del Kuwait, notizia che al momento non trova conferme ufficiali da Washington.
Evacuazioni e tensione in Libano
L’Idf ha ordinato l’evacuazione immediata di decine di villaggi nel sud del Libano, invitando la popolazione ad allontanarsi dalle aree considerate operative per Hezbollah. Migliaia di civili si stanno dirigendo verso Beirut e il nord del Paese.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha criticato il lancio di missili verso Israele, accusando Hezbollah di trascinare il Libano in una guerra regionale potenzialmente devastante.
Washington prepara nuove mosse
Il Pentagono ha annunciato una conferenza stampa per aggiornare sull’evoluzione delle operazioni militari. Il presidente Donald Trump ha parlato di possibili scenari di guerra della durata di alcune settimane, sostenendo che l’operazione avrebbe colpito i vertici del regime iraniano.
Il quadro che emerge è quello di un conflitto su più fronti: Iran, Israele, Libano, Golfo Persico e ora anche Cipro. Le prossime ore saranno decisive per capire se la crisi si trasformerà in una guerra regionale aperta o se prevarranno tentativi di contenimento diplomatico.