Il Medio Oriente brucia e il fuoco continua ad allargarsi. Quello che era iniziato come un conflitto tra Israele e Iran si è trasformato in una guerra aperta che coinvolge gli Stati Uniti, i Paesi del Golfo, il Libano, e rischia di trascinare dentro anche l’Europa. Ogni ora porta nuovi aggiornamenti, nuove esplosioni, nuove dichiarazioni da Washington, da Teheran, da Tel Aviv. Un mosaico di notizie che si aggiornano in tempo reale e che raccontano un conflitto in piena escalation, senza segnali concreti di una via d’uscita diplomatica.

Il 7 marzo 2026 si è aperto con una delle notti più intense dall’inizio delle ostilità. Israele ha lanciato una nuova ondata massiccia di attacchi su Teheran e Isfahan, con circa 230 munizioni sganciate dai caccia dell’aeronautica militare su siti militari delle Guardie rivoluzionarie, università militari, depositi missilistici e infrastrutture sotterranee. L’Iran ha risposto con droni e missili contro basi americane in Kuwait, Qatar, Emirati e Bahrein, colpendo anche l’aeroporto internazionale di Dubai — il più trafficato al mondo — che ha dovuto sospendere temporaneamente le operazioni.
Sul fronte umano il bilancio si fa sempre più pesante. I Pasdaran rivendicano oltre duecento militari americani uccisi nelle ultime ventiquattro ore, cifra che Washington non ha confermato ufficialmente. Trump ha intanto annunciato che si recherà alla base di Dover, nel Delaware, per accogliere le salme dei sei soldati americani caduti in Kuwait. Un gesto simbolico potente, in un momento in cui la pressione interna sul presidente si fa sempre più forte.
Nel frattempo a Teheran si prepara qualcosa di storico: entro 24 ore il Consiglio degli Esperti iraniano si riunirà per eleggere la nuova Guida Suprema dopo la morte di Khamenei. Una svolta politica epocale, che potrebbe ridisegnare gli equilibri interni del regime proprio mentre il Paese è sotto attacco. E sullo sfondo, Trump non esclude di inviare truppe americane sul territorio iraniano. Non un’invasione, precisano le fonti, ma contingenti limitati per obiettivi strategici. Una prospettiva che, fino a pochi giorni fa, sembrava fantascienza. Quello che è successo ora per ora merita di essere ripercorso nel dettaglio.


















