Nel corso di un evento sullo “Shield of Americas”, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato: “Le loro comunicazioni e telecomunicazioni sono interrotte. Non so come comunichino adesso, ma immagino che troveranno un modo. Dovevamo intervenire: erano molto vicini ad ottenere l’arma atomica”. Ha poi aggiunto che i soldati americani caduti nel conflitto sono “degli eroi”, annunciando l’intenzione di ridurre le perdite al minimo.
In serata Trump ha alzato ulteriormente il tono: “L’Iran non è più il bullo del Medio Oriente, ma è il perdente del Medio Oriente”, ha scritto su Truth Social, rivendicando di aver ottenuto dalla Repubblica islamica promesse di non attaccare i Paesi vicini. Infine, secondo fonti dell’amministrazione citate da NBC News, il presidente starebbe discutendo con i suoi consiglieri la possibilità di schierare truppe americane sul territorio iraniano per specifici obiettivi strategici, tra cui la messa in sicurezza dell’uranio e il controllo di infrastrutture energetiche.
Base Usa in Bahrein colpita dai Pasdaran
Uno degli episodi più gravi della giornata è l’attacco iraniano alla base americana di Juffeir in Bahrein. I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato di averla presa di mira con missili in risposta a un attacco americano all’impianto di desalinizzazione di Qeshm. Forti esplosioni sono state avvertite a Manama, capitale del Bahrein, confermate dai giornalisti dell’AFP presenti sul posto. Le autorità bahrenite hanno attivato le sirene di allarme invitando la popolazione a cercare riparo.
I Pasdaran hanno inoltre rivendicato attacchi contro basi militari Usa in Kuwait e Qatar, oltre alla base Al-Minhad negli Emirati. Secondo il portavoce delle forze armate iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto alle navi commerciali, ma quelle statunitensi e israeliane saranno prese di mira: “Se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro”.
Aeroporto di Dubai sospeso e riaperto: il caos nei cieli del Golfo
L’aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato al mondo, ha sospeso temporaneamente le operazioni dopo l’intercettazione di un drone iraniano nell’area. La difesa aerea degli Emirati ha dichiarato di aver abbattuto 15 dei 16 missili balistici lanciati dall’Iran e 119 dei 121 droni. Due droni sono caduti sul territorio emiratino. Lo scalo è stato successivamente riaperto parzialmente, con Emirates che ha annunciato la ripresa dei voli per i passeggeri con prenotazione confermata.
Qatar Airways ha invece comunicato voli limitati da Londra, Parigi, Madrid, Roma, Francoforte e Bangkok verso Doha, specificando che i voli sono riservati ai passeggeri con destinazione finale nel Paese del Golfo e non costituiscono una ripresa delle operazioni commerciali ordinarie.
Raid israeliani su Teheran: 230 munizioni in una notte
L’IDF ha confermato di aver sganciato circa 230 munizioni su diversi siti militari iraniani nell’arco della notte. Tra gli obiettivi colpiti figurano l’Università Militare Centrale Imam Hussein delle Guardie Rivoluzionarie, un sito di stoccaggio di unità missilistiche con bunker e infrastrutture di lancio verso il territorio israeliano, e un sito sotterraneo per la produzione e lo stoccaggio di missili balistici. L’aeroporto Mehrabad di Teheran è stato anch’esso oggetto di bombardamenti, secondo quanto segnalato dall’agenzia Tasnim.
Israele ha inoltre ordinato l’evacuazione della città libanese di Tiro in vista di attacchi su edifici attribuiti a Hezbollah, mentre sul fronte nord Hezbollah ha intimato ai residenti di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, di evacuare immediatamente. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che i raid israeliani notturni hanno causato almeno 16 morti e 35 feriti nella città di Al Nabi Sheet.
Iran: entro 24 ore si elegge la nuova Guida Suprema
Sul piano politico interno, l’ayatollah Hossein Mozaffari, membro del Consiglio degli Esperti, ha annunciato che la riunione per eleggere la nuova Guida Suprema dell’Iran si terrà nelle prossime 24 ore, dopo la morte di Khamenei. Una svolta storica che avviene nel mezzo di una guerra aperta: il successore si troverà a gestire un Paese sotto attacco, con le comunicazioni compromesse, la borsa di Teheran chiusa fino a nuovo avviso e una pressione militare senza precedenti.
Teheran ha nel frattempo avvertito i Paesi europei che “diventerebbero obiettivi legittimi” qualora decidessero di intervenire militarmente a fianco di Washington e Tel Aviv. L’Iran ha anche attaccato le Nazioni Unite, chiedendo al segretario generale Guterres di assumersi le


















