C’è un argomento su cui Giorgia Meloni non ha dubbi e non ha intenzione di ammorbidire i toni: la magistratura. In un’intervista a Fuori dal coro su Rete 4, la presidente del Consiglio torna ad attaccare le toghe con una durezza che ormai è diventata una costante del suo profilo politico. Sull’Iran preferisce non sbilanciarsi — “per mancanza di elementi a disposizione” — ma sui giudici italiani non ha nessuna esitazione. E lo fa tirando in ballo tre vicende: i centri in Albania, le devastazioni dei centri sociali e, nella parte finale dell’intervista, la famiglia nel bosco, sulla quale annuncia una mossa concreta: il ministro Carlo Nordio sta inviando gli ispettori.

Il filo che lega tutti questi argomenti è lo stesso che Meloni traccia da mesi: una magistratura che, secondo la premier, non si limita ad applicare le leggi ma le interpreta in modo da ostacolare l’azione del governo. Un’accusa pesante, che si intreccia direttamente con la campagna referendaria sulla riforma della giustizia, a due settimane dal voto. Non è un caso che l’intervista arrivi in questo momento preciso del calendario politico.
Ma i contenuti specifici di quello che Meloni ha detto stasera — in particolare sul caso della famiglia nel bosco e sui centri in Albania — vanno al di là della campagna referendaria e toccano temi che agitano profondamente l’opinione pubblica italiana. Parole che divideranno, come sempre, chi le ascolterà. Vediamole insieme nella prossima pagina.


















